Palingenia porta in libreria l’ultima raccolta dell’eclettico Francesco Permunian, autore di romanzi, racconti, zibaldone Anime farfuglianti nella notte è una grottesca discesa agli inferi, da una delle voci più irriverenti della letteratura italiana contemporanea.
Cattedrale vi propone uno dei racconti della raccolta, per gentile concessione dell’editore.
IL DEMONE BURLONE
di Francesco Permunian
Tutti quei lamentosi postulanti che per anni mi hanno afflitto con le loro insistenti richieste di pubblicazione quandolavoravo nell’editoria, tutta quella masnada di manoscrittari che inta- savano i vestiboli della Mondadori con le loro assurdecagate d’autore, per quale oscura ragio- ne – mi domando e chiedo – a tutt’oggi non rie- sco ancora a dimenticarli?
Che sia proprio questo il castigo che dobbia- mo sopportare, noi poveri editor, per conquistar- ci quantomeno un posticino in Purgatorio?
Per saperne di più ho provato a chiedere lumi a don Gervasio, il direttore spirituale di mia cu- gina Esperia, un gesuita che gode di una certa qual fama di biblista e uomo di cultura. Il quale, anziché rispondermi nel merito, mi ha rimpro- verato di non farmi mai vedere in chiesa.
« Se lei non si decide a portare i suoi peccati ai piedi del Salvatore » ha precisato calcando la voce
«come può pensare di salvare la sua anima in ambasce? ». Ben mi sta! D’ora in poi dovrò imparare a star- mene da solo senza più chiedere nulla a nessu- no, nemmeno al Signore.D’ora in poi dovrò pre- pararmi al peggio accettando il mio gramo de- stino di editor vita natural durante. Dovrò rassegnarmi pertanto a rimanere in ba- lia di tutti quegli aspiranti scrittori che si ostina- no a tampinarmi anche adessoche sono in pen- sione, sì, alla mercè di quella formidabile armata di ossessi & falliti che non si stancano di deposi- tare le loro luride cacche cartacee davanti alla mia porta o nella mia cassetta postale. E conseguentemente la mia sarà, va da sé, una triste vecchiaia solitaria con la sola compagnia di quel mio inossidabiledemone interiore che si burla sia dell’attuale produzione letteraria italia- na sia di quell’improbabile sollievo dell’anima offerto dagli odierni rappresentanti della Chie- sa cattolica.
E dunque, rebus sic stantibus, perché mai do- vrei credere alle promesse del Vangelo? Perché dovrei dare ascolto aiconsigli di don Gervasio, visto e considerato che ogni preghiera umana altro non è che un sogno ad occhi aperti
Per nulla diverso, tra l’altro, da quel chimerico sogno che sta vivendo il signor Eleuterio Mar- coantonio, uno spiritato noto nel nostro quartie- re come « Il fioraio della Madonna».
Da sempre devoto a Santa Maria Immacolata, costui ama raccogliere i fiori più belli e più fre- schi del suo giardino eportarli in dono alla Ma- donna nei maggiori santuari mariani d’Italia e d’Europa.
Indefesso camminatore e insonne maratone- ta, tutti ricordano quando egli scarpinò sotto la pioggia per tre giorni e trenotti senza mai una sosta, neanche per pisciare, onde arrivare per pri- mo a Torino a venerare la Sacra Sindone. Oppu- re diquella volta che prese parte alla tradiziona- le Grande Rogazione di Asiago coprendo l’inte- ro percorso di ben 33 km in metàdel tempo im- piegato dagli altri partecipanti a quella massa- crante processione tra i monti.
Partito alle sei del mattino, giunse al traguar- do davanti al duomo di Asiago giusto all’ora di pranzo, mentre tutti gli altrifedeli entrarono in paese, boccheggianti e sfiniti, chi nel tardo po- meriggio e chi addirittura a notte fonda.
Che dire, quindi, di un tale folle marciatore nel- la fede, come lui si compiace di presentarsi sul suo biglietto da visita?
Nulla! Tanto più che io sono per natura un se- dentario; uno che non ama camminare e che detesta i pellegrinaggi di qualsiasi sorta e di qual- siasi genere.
E lo sono diventato ancora di più da quando ho scoperto che nel giardino del signor Marcoan- tonio non crescono quei fioriper la Madonna che lui si ostina a decantare, bensì solamente dei gros- si ciuffi di gramigna e di zizzania infestante.
