L’intimità perduta, visita agli animali. Di Jean-Christophe Bailly

AUTORE: Jean-Christophe Bailly
TITOLO: L’intimità perduta

EDITORE: Ex Orma
TRADUZIONE: Matteo Martelli

pp. 152 Euro: 19,00

Nel tempo in cui l’umano sembra occupare tutta la scena, Jean-Christophe Bailly invita a riapprendere l’intimità con il vivente, a recuperare un rapporto lento e meravigliato con gli esseri del mondo, fatto di attenzione, prossimità e rispetto.
La savana africana, dove Bailly incontra gli animali che narra, è un campo di gravità fatto di tracce, ombre e latenze. Un suono, un movimento, un gesto mostrano per ciascuno di loro un “modo di abitare il mondo”, ogni creatura è un pensiero vivente: anche una mandria in movimento, un serpente che striscia, le biblioteche segrete scavate dai tarli alle luci intermittenti delle lucciole, il volo collettivo degli storni lo sono.
Mescolando saggio letterario e prosa poetica, dialogando con i ritratti agli animali di Gilles Aillaud, Bailly ci porta a considerare la continuità tra i regni minerale, vegetale, animale; a pensare il mondo come una grande fabbrica di forme in continua metamorfosi: non solo piante e animali, ma fiumi, neve, pioggia, e anche ciò che riteniamo immobile: montagne, rocce, cristalli.
Un libro che pensa attraverso la natura, proponendo una resistenza silenziosa alla semplificazione del mondo dei viventi.

Tutti gli animali descritti in questo libro sono reali. Ma tutti, dall’orice all’oritteropo, passando per il dik-dik e l’elefante o l’irace e il facocero, tutti, senza eccezione, sono favolosi e possiedono, quando li si osserva, il prestigio di ciò che non si è mai visto prima, così come di quanto non si vedrà forse mai più.

Donne di nessuno, di Shobha Rao

AUTORE: Shobha Rao
TITOLO: Donne di nessuno

EDITORE: Neri Pozza
TRADUZIONE: Raffaella Vitangeli

pp. 224 Euro: 20,00

È una notte del destino quella del 14 agosto 1947: da un tratto di penna sull’immenso subcontinente indiano nascono due Paesi distinti, India e Pakistan. Ma i confini tracciati sulla carta sono ignari delle vite che travolgono. Così, milioni di uomini, donne, bambini si mettono in marcia in un esodo da Apocalisse, nelle opposte direzioni, esiliati da sé stessi, e da quella che fino al giorno prima era la loro terra. Un’umanità muta e prostrata, da cui affiorano alcuni volti. Sono i volti delle eroine di questi racconti, donne che, in ogni epoca e a ogni latitudine, pagano il prezzo più alto, e qui, seppur oppresse da ruoli millenari, rimangono custodi di una forza sottile. C’è una giovane restituita a un’unione senza amore dopo che il suo sposo, creduto morto, torna da un campo profughi a reclamarla; un’esule trapiantata a New York che, schiacciata dal peso del passato, precipita in una spirale di smarrimento; una ragazzina venduta, che nel silenzio prepara la sua vendetta paziente; una madre bloccata dalla parte sbagliata della frontiera per un gesto d’amore trasformatosi in condanna; una moglie che deve riassemblare i pezzi del suo matrimonio dopo una tragedia da cui è impossibile riprendersi, e un’altra ancora che vende il suo corpo per sottrarre sé stessa e il marito all’inedia. Con uno sguardo che riesce a essere spietato e insieme compassionevole, Shobha Rao racconta di storia in storia uno sradicamento violento che non può ripararsi nell’arco di una sola generazione, e le esistenze strappate e intrecciate di queste donne di nessuno, spezzate ma mai del tutto vinte.

Tutti i racconti, di Grace Paley

AUTORE: Grace Paly
TITOLO: Tutti i racconti

EDITORE: Sur
TRADUZIONE: Isabella Zani

pp. 516 Euro: 25,00

L’intera opera narrativa di una maestra della short story americana del Novecento, ammirata da generazioni di scrittori.

Edizione aggiornata con testi inediti.
I racconti che compongono questa raccolta, finalista al Premio Pulitzer per la letteratura e al National Book Award, rappresentano l’intera opera narrativa di Grace Paley: un corpus a prima vista esiguo ma di enorme rilevanza, che la consegna alla storia della letteratura come una maestra della short story americana del Novecento, ammirata da intere generazioni di scrittori, da Philip Roth e Donald Barthelme a George Saunders e Ali Smith.
Ciò che li rende unici è la loro voce, una voce vivacissima, ora colloquiale ora poetica, ora spiritosa ora malinconica, capace di illuminare e riscattare dalla mediocrità le storie quotidiane dei personaggi. È un mondo umile, poco comodo e poco ordinato quello in cui Grace Paley ha vissuto, e che racconta: una New York working class – dal Bronx al Lower East Side – fatta di famiglie chiassose, bisticci, pettegolezzi, storie di sesso e divorzi, un miscuglio di razze e culture che coesistono non sempre pacificamente, di generazioni che stentano a capirsi.
Solo una grande scrittrice poteva riuscire a trasferirlo sulla pagina con una tale concisione, grazia e potenza: nelle frasi brevi e ricchissime, nelle immagini mai banali si legge l’amore radicale e rivoluzionario di un’artista per l’intero genere umano, in tutta la sua imperfetta molteplicità.

Safari artico, Jørn Riel

AUTORE: Jørn Riel
TITOLO: Safari artico

EDITORE: Iperborea
TRADUZIONE: Silvana Lucia Convertinii

pp. 192 Euro: 17,50

Libro culto di Jørn Riel sulla Groenlandia e sull’estremo Nord, in cui humour e divertimento sono il modo per sopravvivere alle solitudini artiche e raccontare il lato più vero degli esseri umani.

Diciannove anni e un sogno: l’avventura nelle incontaminate distese di ghiaccio del Polo Nord. Diventare un cacciatore artico, capace di confrontarsi con una natura grandiosa di gigantesche montagne, interminabili fiordi, immensi laghi e ghiacciai, e in quel mettersi alla prova, trovare il se stesso sconosciuto che si porta dentro. È questo che vagheggia Anton, in viaggio verso la costa nordorientale della Groenlandia. Ma dopo l’esaltazione degli inizi, dopo aver imparato a cacciare, a sopravvivere, a condurre i cani da slitta, la monotonia della quotidianità comincia a insinuare i primi dubbi, il pentimento, la nostalgia. Ed è proprio allora che Anton diventa davvero parte di quel mondo di rudi cacciatori, con le loro personalità fuori misura, che non potrà più abbandonare. Lo humour e il divertimento sono gli ingredienti di queste avventure nell’estremo Nord: accanto al veterano Mads Madsen, ecco Joenson il tatuatore, il Luogo tenente Hansen, il filosofo Herbert con l’inseparabile gallo Alexander, tutti più o meno innamorati della bella Emma, affascinante frutto delle loro fantasie, che per un anno intero passa di cuore in cuore e di letto in letto, e infine l’indomabile lady Herta, arrivata per organizzare, con la sua britannica imperturbabilità, un safari artico. Storie in cui la comicità si mescola a una nascosta poesia e alla testimonianza umana di vite che, nelle loro follie, nella loro elementare semplicità e saggezza, restano improntate all’autenticità e a una fondamentale solidarietà.

Le nostre madri, di Gemma Ruiz Palà

AUTORE: Gemma Ruiz Palà
TITOLO: Le nostre madri

EDITORE: Voland
TRADUZIONE: Tiziana Camerani e Francesco Ferrucci

pp. 320 Euro: 20,00

Un invito a cena dà finalmente occasione a dieci donne di parlare di sé. C’è Lali, a cui la dittatura franchista aveva inculcato la “scienza della famiglia”; Dolors, costretta a sdoppiarsi per nascondere la propria omosessualità; Gabriela, che deve convivere con l’amputazione dalla famiglia dopo essere emigrata; Bet, architetta sopraffatta dal carico mentale; Lana, nipote di un eroe georgiano e filologa, imprigionata nello stereotipo della donna dell’Est; Mireia, insegnante in rivolta contro programmi scolastici obsoleti. Tutte hanno lottato e lottano per prendere in mano il proprio destino, diventando protagoniste di piccole e grandi rivoluzioni personali. Narrazione polifonica che affronta la questione femminile attraverso le epoche, storia di attivismo e sorellanza, celebrazione letteraria gioiosa e toccante, Le nostre madri racconta con esplosiva ironia e una partecipazione priva di qualsiasi retorica quanto una generazione ha fatto e quanto ancora c’è da fare per smontare l’impalcatura patriarcale della nostra società.

Bewitched. Storie spettrali, di Edith Warton

AUTORE: Edith Warton
TITOLO: Bewitched. Storie spettrali

EDITORE: Giunti
TRADUZIONE: Gaja Cenciarelli

pp. 320 Euro: 18,00

"Camminava con passo deciso e io la seguivo allo stesso ritmo. Poi lei attraversò i campi aperti per raggiungere il villaggio. Il terreno era bianco e, mentre saliva il pendio di una collina spoglia, notai che non lasciava impronte dietro di sé."

Edith Wharton è da tempo considerata una delle stelle più luminose nel firmamento della letteratura americana. Nota soprattutto per i suoi romanzi, era però anche scrittrice abilissima ed elegante di storie di spettri. “Non credo ai fantasmi, ma ne ho paura” dichiarerà famosamente; perché “è ben al di sotto della nostra ragione cosciente che risiede la facoltà con cui li percepiamo.” 
Questa nuova raccolta selezionata da Mike Ashley include undici racconti inediti o raramente antologizzati provenienti dalla collezione della British Library. Rese nella raffinata traduzione di Gaja Cenciarelli, queste gemme assolute meritano un posto d’onore tra le più belle e inquietanti storie di spiriti e di paura di tutti i tempi.

La riparazione, di Marcella Filippa

TITOLO: La riparazione.
Donne che rammendano il mondo

AUTORE: Marcella Filippa

EDITORE: Lindau

pp. 176 Euro: 19,00

Questo volume raccoglie venti profili di donne europee vissute nel ’900, in un tempo di conflitti, violenze, persecuzioni. Private di ogni libertà, talvolta anche della vita stessa, nella loro esistenza hanno praticato l’arte della riparazione, ovvero quella antica del rammendo, attraverso il canto, la musica, l’arte, la scrittura, la poesia, il fare quotidiano, la filosofia, la compassione, la carità, il nomadismo, l’impegno politico, la resistenza esistenziale, per contrastare la barbarie che le assediava e tentare di costruire un mondo nuovo e pacificato.
L’autrice narra le loro storie con una scrittura evocativa ed empatica, attingendo a innumerevoli fonti storiche, letterarie, narrative, artistiche e filmiche, con il non celato intento di aiutarci a vivere l’oggi con consapevolezza e speranza. Perché anche nella notte più buia, l’aurora giunge puntuale e la luce torna a illuminare, silenziosa e potente, la scena del mondo.
Il testo è arricchito della postfazione di Marco Baliani, attore e padre del teatro di narrazione.

Lettere dal vento, di Dazai Osamu

AUTORE: Dazai Osamu
TITOLO: Lettere dal vento

EDITORE: Elliot
TRADUZIONE: Massimiliano Tommasi

pp. 164 Euro: 18,00

Autore caposaldo del Novecento giapponese noto per la vita dissoluta e per gli innumerevoli tentativi di suicidio – le sue opere, ma anche la sua figura, hanno ispirato svariati anime contemporanei –, Dazai Osamu è stato uno scrittore radicato nella sua realtà e al contempo aperto alle influenze della cultura europea e classica. Nelle sue storie, le suggestioni occidentali si sono armoniosamente coniugate con l’impianto narrativo orientale, con un’attenzione per il particolare in cui riecheggia lo stile poetico degli haiku. La raccolta comprende dodici racconti, per la maggior parte inediti in Italia, in cui emerge un aspetto poco noto e studiato dell’autore: la fascinazione per il cristianesimo. La speranza ma, soprattutto, l’inquietudine, il senso di inadeguatezza e di disagio interiore dei personaggi intessono un discorso di protesta contro Dio, esortando il lettore a riesaminare le dinamiche del rapporto tra il divino e l’individuo. Racconti intrisi di simboli religiosi e della sfrontatezza dell’autore che rappresentano un’opportunità significativa per riscoprirne le opere in contesti narrativi inaspettati.

Taccuini, di Sonny Rollins

TITOLO: Taccuini
AUTORE: Sonny Rollins

EDITORE: Il Saggiatore
TRADUZIONE: Marco Bertoli

pp. 200 Euro: 19,00

Nella storia della musica jazz, come Sonny Rollins non c’è mai stato nessuno. Leggenda vivente, già presente sulla scena sul finire de gli anni quaranta, quando il jazz si stava rinnovando nel bebop, e all’apice della carriera a neanche trent’anni con l’album Saxophone Colossus del 1957, Rollins con ferrea disciplina ha continuato per oltre cinquant’anni a rinnovarsi, sperimentare e «inventare» suoni mai sentiti prima, alternandoli a riflessioni teoriche ed esistenziali. Di tutta questa esistenza, di tutta questa musica, i Taccuini, finora inediti, trattengono il lavoro mentale che c’è stato dietro: le riflessioni, i dubbi, le impressioni, le poesie, le improvvisazioni. 
Compilati in modo discontinuo e apparentemente disordinato dal 1957 al 2010, i diari qui raccolti restituiscono invece un ritratto d’insieme di assoluta coerenza, in cui la pratica strumentale di Rollins viene più volte sviscerata e analizzata, con esempi che si affiancano a ragionamenti più ampi sulla teoria musicale. Lo stile di Rollins è immediato e sincero, talvolta oscuro, frutto di una mente vulcanica che si muove dalla cultura indù all’esoterismo, alla politica americana, dall’ecologismo all’anatomia umana. Il cuore pulsante però è sempre la musica, quella antica e quella dei suoi contemporanei, come Thelonious Monk o il «maestro» Miles Davis. 
I Taccuini di Sonny Rollins non sono solo un prezioso vademecum per musicisti, ma la chiave per chiunque voglia entrare nel laboratorio di un pioniere dell’arte del Novecento, una figura per certi versi ancora misteriosa e sfuggente dopo oltre 60 album pubblicati, che ha lasciato un segno indelebile nella storia del jazz e della musica tutta. Il testamento artistico, politico e umano di uno dei più grandi sassofonisti di sempre.

Vendo tiroide causa doppio regalo, di Alessandro Gori

TITOLO: Vendo tiroide causa doppio regalo
AUTORE: Alessandro Gori

EDITORE: Nottetempo

pp. 252 Euro: 18,00

Vendo tiroide causa doppio regalo si apre con un dialogo tra Natalia Ginzburg e Alessandro Gori: un confronto serrato in cui la scrittrice incalza lo scrittore con un’ironia affilata, ne mette alla prova la sicurezza e lo spinge a continui scarti e divagazioni. È all’interno di questo scambio che affiorano – quasi loro malgrado – i due nuovi libri dell’autore.
I dolori del giovane redneck raccoglie prose che rievocano un’infanzia e una giovinezza scombinate ma luminose: i buffet delle prime comunioni, le estati in Riviera, i fumetti bonelliani, i riti minimi di provincia, le piccole epifanie domestiche. Ma questa elegia intima è squarciata dalle interferenze del presente, popolate da figuranti grotteschi della cultura contemporanea: Rocco Siffredi martire pop, Blanco in modalità berserk, la crisi di Francesco Totti e Ilary Blasi che diventa una via crucis di barzellette, i classici omicidi seriali nei circoli romani. Apparizioni che corrompono l’idillio e dischiudono l’abisso.
Canzoniere del danno catastrofale accosta gioco, irriverenza e invenzioni verbali a un nucleo più oscuro: poesie in cui la malattia e la finitezza emergono con una ilarità isterica e vertiginosa – neoplasie che prendono la forma della testa di parroci di campagna, serpenti arrotolati a stampelle che deambulano come persone, il cellulare metafisico di Laura Antonelli. La quotidianità dell’agonia che si increspa in allucinazioni tanto comiche quanto raggelanti.
Ne nasce un libro originale e inquieto, in cui l’umorismo nero non consola ma illumina, con precisione crudele, ciò che a volte è meglio non guardare.

Ormai non poteva succedere più nulla, di Henry James

TITOLO: Ormai non poteva succedere più nulla. Taccuini
Romanzi e racconti epistolari
AUTORE: Henry James

EDITORE: Adelphi

pp. 562 Euro: 26,00

Nel 1787, appena dodicenne, Jane Austen diede inizio a quella che sarebbe diventata una fortunata e prolifica carriera di scrittrice. In questa raccolta vengono riuniti racconti e romanzi brevi, compiuti e incompiuti, della produzione giovanile che, scritti in forma di lettere, consentono a Jane di mettere alla prova la propria arguzia, la verve ironica e l?inimitabile capacità di intreccio che avrebbero caratterizzato capolavori come Orgoglio e pregiudizio. Dal matrimonio lampo di Amelia Webster fino alle trame ordite dalla subdola antieroina di Lady Susan, passando per gli intrighi di Le tre sorelle e le fanciulle facili allo svenimento di Amore e amicizia, la Austen forma nel corso di quegli anni il suo gusto per la narrazione e si avvicina ai te mi che finiranno per comporre i celebri romanzi dell?età adulta: le famiglie, i matrimoni, i pregiudizi, le inettitudini, le falsità, gli spiriti nobili e la satira romantica. Un genere letterario, quello epistolare, che la grande autrice rende vivo grazie a uno stile unico che ac com pagna da secoli i suoi lettori

Il vincolo della vergona, di Carlo Ginzburg

TITOLO: Il vincolo della vergogna
AUTORE: Carlo Ginzburg

EDITORE: Adelphi

pp. 275 Euro: 28,00

«Il paese al quale apparteniamo non è, come vuole la retorica, quello che si ama, ma quello di cui ci si vergogna, o di cui ci si può vergognare»: questa frase, tratta dal saggio che dà il titolo al nuovo libro di Carlo Ginzburg, ha suscitato, dopo un attimo di sconcerto, il consenso delle persone più diverse, anche se il peso della vergogna cambia a seconda dei tempi, e da paese a paese. Ma il vincolo che deriva dalla vergogna ci invita a riflettere sui limiti della nozione stessa di individuo: il filo conduttore dei saggi qui raccolti, che affrontano in maniera obliqua un autore, un libro, un’immagine, una frase, addirittura una parola. L’analisi approfondita di casi particolari apre la strada a una serie di generalizzazioni, a risposte che provocano altre domande. Parlare di microstoria, a proposito di questa strategia cognitiva, sembra legittimo: ma i risultati sono più importanti delle etichette. Chi legge è invitato a condividere la gioia della ricerca, e l’incontro con l’inaspettato.

Memorie di Madame Pelote, gatta di Michel de Montaigne. Di Françoise Armengaud

TITOLO: Memorie di Madame Pelote, gatta di Michel De Montaigne
AUTORE: Françoise Armengaud

EDITORE: Lindau TRADUZIONE: Sara Clamor

pp. 92 Euro: 14,00

Scrive Montaigne nei suoi Saggi: «Quando gioco con la mia gatta, chissà se lei non faccia di me il suo passatempo più di quanto io faccia con lei. Ci intratteniamo con reciproche spiritosaggini». Opera senza tempo per la sincerità e la profondità del suo sguardo sull’essere umano, gli Essais sono il capolavoro di un uomo che si scopre fragile e mutevole, di un filosofo che infrange un tabù secolare e parla apertamente di sé in un libro che esorta a vivere aldilà di ogni egoismo e vanità.
Proprio Montaigne è il protagonista di questa piccola opera, che ha l’ambizione di comporre un suo ritratto attendibile e ironico attraverso il racconto della sua gatta Pelote, amica e confidente inseparabile – e silenziosa in virtù del patto in vigore fra i felini per cui non parlano agli esseri umani, pur conoscendone la lingua. Giorno dopo giorno, faccenda dopo faccenda, lo scrittore e Pelote condividono i piccoli e grandi avvenimenti della vita, si intrattengono muovendosi fra la ricchissima biblioteca – di cui Pelote è incaricata di proteggere dai ratti le preziose pergamene e i delicati manoscritti – e gli altri ambienti del castello avito nel Périgord, antica dimora fortificata circondata da giardini, vigne e frutteti. Il luogo dove l’appartato filosofo si era ritirato a vivere dopo la scomparsa dell’amato padre nel 1568, perché il «dolce ritiro paterno» era sacro alla sua libertà, alla sua tranquillità e ai suoi agi. E dove la morte lo sorprese il 13 settembre del 1592, quando ormai Pelote aveva passato il suo incarico di gatta della biblioteca alla nipote, Donzeline.

Ammirabili & freaks, di Giuseppe Marcenaro

TITOLO: Ammirabili & freaks
AUTORE: Giuseppe Marcenaro

EDITORE: Il Saggiatore

pp. 224 Euro: 19,00

Nel corso della sua esistenza Giuseppe Marcenaro ha incontrato centinaia di artisti, autori, intellettuali, filosofi e semplici frequentatori del mondo della cultura: misteriosi scrittori- spia, fascinose muse di poeti, gelosi custodi di archivi segreti, figure evanescenti della vita mondana di un passato assieme vicino e remoto, ognuno di loro contraddistinto da assurdi tic e bizzarre manie, profondi amori e irresistibili idiosincrasie. 

In Ammirabili & freaks Marcenaro racconta e celebra questi «persone-personaggi» nella loro gloria e nella loro miseria, nel loro sublime e nel loro grottesco, ripercorrendo i ricordi degli incontri e delle conversazioni con amici di una vita ed esistenze appena sfiorate, destinate comunque a lasciare un segno nitido nella memoria. In queste pagine, come in un carosello al luna park, appaiono e scompaiono danzando davanti ai nostri occhi presenze familiari come Eugenio Montale o Giuseppe Pontiggia, Mario Soldati o Indro Montanelli, colleghi del mondo editoriale quali Luciano Foà, Lucia Morpurgo Rodocanachi, Carlo Bo e Mario Luzi, e personalità meno note come il conte Xavier de Sade, discendente del celebre marchese. 

Ammirabili & freaks è una sorta di bestiario letterario finemente intarsiato: l’album dei ricordi di un magistrale collezionista d’anime, per il quale a ogni nome corrisponde l’evocazione fantasmatica di dettagli, profumi e accenti. Un eccentrico profilo del Novecento disegnato dalle fisionomie di alcuni dei suoi più imprevedibili protagonisti.

Ritratti dal vivo, di Emanuele Trevi

TITOLO: Ritratti dal vivo
AUTORE: Emanuele Trevi

EDITORE: Ponte alle grazie

pp. 944 Euro: 34,00

Laura Betti e Pier Paolo Pasolini in Qualcosa di scritto; il grande fotografo Arturo Patten, Amelia Rosselli, Cesare Garboli in Sogni
e favole
; Mario Trevi, padre dell’autore e psicoanalista di vaglia, ne La casa del mago: questi i soggetti dei «ritratti dal vivo» qui raccolti in trilogia, i soggetti che tanti lettori hanno conosciuto attraverso la penna e lo sguardo di Emanuele Trevi. Una forma, il ritratto treviano, tutt’altro che oggettiva: nei suoi libri, infatti, come scrive nel ricco saggio che accompagna il volume Andrea Cortellessa, «ogni volta sono in gioco [...] ‘due vite’: quella di chi interpreta e quella di chi viene interpretato. Dallo sguardo del secondo [...] il primo scopre di essere ‘visto’ molto più acutamente di quanto, da solo, possa fare con sé stesso». Ciascun romanzo costituisce allora la tappa di un apprendistato, di un cammino iniziatico percorso dall’autore-personaggio (vorremmo dire: in nome dei suoi lettori) attraverso gli ultimi decenni del Secolo Lungo, un Novecento che, nonostante tutto, resiste dal finire; ciascun libro
si addentra, prima che nella conoscenza o nella rivelazione, nel mistero di sé, del mondo, della Storia.
Completano il volume materiali inediti e rari, in particolare cinque Satelliti, ritratti «in miniatura» di altre figure dell’iniziazione treviana.
Ma il limpido talento narrativo di Trevi, la sua ironia e la sua tragedia, la sua sfuggente, enigmatica benevolenza illumineranno anche noi non (ancora) iniziati: ci parrà questa la grande letteratura dei nostri anni, se è vero che – ancora Cortellessa – «la letteratura, finché esisterà, sarà una funzione del possibile. Un altro nome, anzi, della vita possibile».

Mentre siamo morti, di José Ovejero

TITOLO: Mentre siamo morti
AUTORE: José Ovejero

EDITORE: Voland TRADUZIONE: Bruno Arpaia

pp. 160 Euro: 18,00

Sedici racconti che formano quasi un romanzo a ripercorrere la storia di una famiglia operaia negli anni opprimenti della fine del franchismo. Un figlio, una madre e un padre, e alcuni animali (tutti esperti in evasioni): la narrazione ruota attorno a questa manciata di personaggi, a volte con toni da racconto dell’orrore, a volte da commedia. Comincia con l’uccisione di un cane e termina con la sepoltura di un padre, e nel mezzo esplora la rabbia infantile, le tensioni domestiche, le molteplici forme che la violenza assume nel nostro mondo, il desiderio di sottrarsi alle limitazioni di classe, e anche l’amore. José Ovejero dispiega la sua prosa chiara e spietata in un’opera che, a partire da una prospettiva intima, dipinge il ritratto collettivo di una Spagna in bianco e nero, con aspetti tragici ma anche dettagli umoristici o ironici. Nessuno può considerarsi escluso da questo piccolo universo di racconti terrificanti: se fa male è perché è successo anche a noi.

Un babbo natale magro, di Ellis Parker Butler

TITOLO: Un Babbo Natale Magro
AUTORE: Ellis Parker Butler

EDITORE: Mattioli TRADUZIONE: Sebastiano Pezzani

pp. 88 Euro: 9,00

Un ladro di polli così distratto da dimenticare sul luogo del misfatto novecento dollari, presto scambiati per un inaspettato dono di Natale. Un gatto malinconico dalle tendenze suicide costretto a fare i conti con i suoi nove spettri;una coppia di porcellini d’India confusi con maiali comuni in un’azienda di spedizioni;un marito che tenta di spiegare i misteri dell’alta finanza a sua moglie; a chiudere,le improbabili recensioni di alcuni grandi classici della letteratura. Dalla penna di uno dei maggiori umoristi americani,cinque fulminanti capolavori d’ironia.
 
| Il visitatore era un uomo alto e sottile e teneva un cappello sgualcito tra le mani mentre parlava.Pareva nervoso e il suo viso aveva un’espressione preoccupata,estremamente preoccupata. Aveva l’aria di uno che avesse perso novecento dollari,ma non assomigliava certo a Babbo Natale.Era più magro e non aveva la faccia altrettanto gioviale. | E.P.B.

I racconti, di Franz Kafka

TITOLO: I racconti
AUTORE: Franz Kafka

EDITORE: Einaudi CURATELA: Daria Biagi

pp. 584 Euro: 28,00

Le cosiddette profezie di Kafka sono soltanto una sobria analisi delle strutture nascoste che oggi sono venute alla luce.
Hannah Arendt

I racconti di uno tra i maggiori scrittori del Novecento in una nuova traduzione rigorosa e sensibile, che dà rilievo all'evoluzione della ricerca letteraria dell'autore praghese. Dai primi tentativi di scrittura a La trasformazione (da sempre nota con un titolo piú altisonante, La metamorfosi), insieme ad altrettanti capolavori: fulminanti miniature come La trottola, i racconti lunghi Nella colonia penale e La tana, il grande cantiere narrativo Durante la costruzione della muraglia cinese. Nella sua critica radicale della realtà, Kafka utilizza una lingua precisa e quotidiana, in vertiginoso equilibrio fra tragico e comico, e Daria Biagi la mantiene il piú possibile lontana da astrazioni e sovrainterpretazioni, portando alla luce le diverse tonalità espressive di un'opera che ha influenzato come poche altre la letteratura dell'ultimo secolo. Chiude il volume un saggio di Massimo Cacciari sui fondamentali snodi tematici presenti nell'opera di Kafka.

Neopentamerone, di Angelo Calvisi

TITOLO: Neopentamerone
AUTORE: Angelo Calvisi

EDITORE: Declic

pp. 280 Euro: 22,00

Angelo Calvisi non è nuovo ai rimandi diretti, letterari o musicali, nei titoli e nei contenuti delle sue opere. Stavolta chiama in causa nientemeno che il Pentamerone di Giambattista Basile, di cui mantiene la struttura con la divisione in giornate, la cornice e le rubriche che introducono i temi. Se le narratrici de Lo cunto de li cunti, però, portano nomi parlanti che ne svelano i difetti, i narratori del Neopentamerone sono impiegati nell’Unità Ubaldo – ufficio interministeriale dalle nebulose funzioni – e si chiamano tutti Arnaldo, così da far coincidere identità e anonimato, nominazione e indistinzione. Se Basile intende raccogliere fiabe per “lo trattenemiento de’ peccerille”, Calvisi colleziona storie assurde, violentemente ironiche o tristemente abrasive, per lo straniamento di ogni età. In ciò è aiutato da efficaci forzature del linguaggio e da un serrato gioco di fonti, citazioni e note che risultano di volta in volta attendibilissime o sospettissime: come le nostre realtà.

Avventure postume di personaggi illustri, di Roberto Alajmo e Marco Carapezza

TITOLO: Avventure postume di personaggi illustri
AUTORE: Roberto Alajmo e Marco Carapezza

EDITORE: Sellerio

pp. 192 Euro: 14,00

 

Dieci avventure esemplari, capitate post mortem a uomini e donne che nei secoli hanno goduto di fama mondiale. Personaggi illustri della storia e dell’arte, della letteratura e della scienza, pontefici, santi, statisti, rivoluzionari, filosofi che durante la loro vita erano stati forse padroni del proprio destino (e del destino di molti altri), fino al fatale momento in cui, nel tempo di un respiro, hanno perso per sempre il potere di incidere sul mondo. Sia detto con più coraggio e onestà: sono morti.
Ma poiché, come si legge in esergo a questo libro, fortunatamente «a morire sono sempre gli altri» (Duchamp), è proprio a partire da questa inevitabile piega del destino che Roberto Alajmo e Marco Carapezza si sono divertiti a raccontare con arguzia e intelligenza le vicissitudini postume di donne e uomini straordinari, le strade imprevedibili che hanno imboccato i loro resti terreni, le avventure spesso grottesche delle loro spoglie mortali.
«È del corpo», scrivono gli autori nel preludio a questo libro, «che bisognerebbe preoccuparsi quando viene a mancare il suo legittimo proprietario. Sul destino di alcuni cadaveri eccellenti, infatti, si apre un sipario imprevedibile, oltre il quale agiscono amore, fanatismo, anelito d’eternità, scaramanzia e molti altri fattori, secondo una ricetta variabile capace di trasformare in commedia anche la più fosca delle tragedie».
E così potremo seguire l’odissea, degna di una spy story, dei resti di Evita Perón, o la storia paradossale delle due teste di Cartesio, o ancora i tre funerali e mezzo di Pirandello e la sovietica manutenzione della mummia di Lenin. Fino all’incredibile macabro processo al cadavere di un papa dissepolto per l’occasione.
Questo libretto divagante e originale racconta in fondo come il culto delle reliquie, nato col cristianesimo, ha resistito alla modernità più razionalista per arrivare ai giorni nostri, trasformandosi però in una sorta di accanimento, una forma di inconscia vendetta della mediocrità sulla grandezza, in una miscela inestricabile di ammirazione, feticismo e invidia.