La giravolta delle libellule, di Lucrezia Lerro

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TITOLO: La giravolta delle libellule

AUTORE: Lucrezia Lerro  

EDITORE: La nave di Teseo   PAGINE: 380   PREZZO: 16,00

Una madre sola cerca di aiutare, tra errori e speranze, la figlia bulimica a sconfiggere la malattia che le corrode cor-po e anima. Una ragazza sogna di fuggire dal paese in cui viene umiliata da tutti. Una giovane donna affronta una gravidanza imprevista senza poter contare sull’aiuto del compagno. Tre storie al femminile, intense e sincere come la vita, una testimonianza in forma di romanzo sull’età in cui le emozioni sono più forti.

 

“La scrittura di Lucrezia Lerro è una miscela esplosiva di candore quasi infantile e di altissima tensione erotica. Un equilibrio miracoloso.”
 Francesco Durante

La cravatta magica e altre fiabe, di Maria Carmela Abbado

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TITOLO: La cravatta magica e altre fiabe

AUTORE: Maria Carmela Abbado  

EDITORE: Archinto   PAGINE: 128    PREZZO: 12,00

Nella vita di Maria Carmela Abbado la passione per la scrittura è stata una costante: una passione coltivata quasi in sordina, per le vicissitudini della guerra e per l’impegnativo ruolo di moglie e madre di quattro figli. Scritte tra gli anni Cinquanta e Settanta, queste fiabe provengono dai manoscritti che il nipote Claudio Pestalozza ha ritrovato in una cantina, depositate in una valigia, alla morte di sua madre Luciana, nel 2012. Centinaia di pagine, soprattutto fiabe ma anche filastrocche e racconti, tutte ordinate e numerate, ma con le tracce visibili di un intenso lavoro creativo fatto anche di correzioni e modifiche. Il volume ne raccoglie alcune delle più inventive e più rappresentative della sua personalità, dove la libertà dell’immaginazione si unisce al rigore filologico per i personaggi e la geografia dei luoghi. Curiosi e interessanti i richiami all’ambiente musicale in cui Maria Carmela Abbado viveva, ad esempio la presenza in alcune fiabe di un mago chiamato Nonogigi, omaggio al grande compositore e amico Luigi Nono.

Invito a cena, di Joshua Ferris

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TITOLO: Invito a cena

AUTORE: Joshua Ferris  TRADUZIONE: Ada Arduini

EDITORE: Neri Pozza   PAGINE: 240   PREZZO: 17,00

La fragilità della condizione maschile odierna può vantare, com’è noto, una sterminata letteratura da parte delle scienze sociali, e infinite tesi che pretendono di venirne a capo. Nulla, però, piú della narrativa contemporanea è in grado di  restituire la crudezza e, nello stesso tempo, l’amabilità e la futilità di questo fenomeno.
Con E poi siamo arrivati alla fineNon conosco il tuo nome e Svegliamoci pure, ma a un’ora decente, le sue precedenti, acclamate opere, Joshua Ferris ha mostrato un’abilità non comune nel penetrare nei risvolti comici e tragici di questa fragilità, narrando di uomini ossessionati da energiche boss donne nei luoghi di lavoro, di affermati professionisti che decidono di lasciarsi indietro il fulgore soffocante e irresistibile della felicità coniugale e familiare, di uomini di successo che scoprono  improvvisamente che la loro insignificante esistenza è destinata a trascinarsi nell’abisso come una pallina da golf sull’orlo della buca.
Nei racconti che compongono questo Invito a cena, libro accolto al suo apparire negli Stati Uniti da un’entusiastica accoglienza da parte della critica, la fragilità maschile viene mostrata all’opera soprattutto nell’intricato rapporto tra i sessi che caratterizza la nostra epoca, con esiti altrettanto esilaranti e, nello stesso tempo, crudeli. Che si tratti di un uomo che rimprovera alla moglie la balordaggine delle sue amicizie, salvo poi scoprire che erano proprio quelle a reggere le sorti del suo matrimonio; o di un uomo maturo che l’inaspettata vedovanza trascina   nell’ipocondria dapprima e poi nella sorprendente frequentazione di una prostituta; o anche di un aspirante sceneggiatore che, al party in piscina di una famosa autrice televisiva, si lascia andare a un crescendo inarrestabile di paranoie, è la relazione
uomo-donna che in queste pagine si offre nell’intensità delle sue passioni e, ad un tempo, nell’incomunicabilità e inaffidabilità proprie della nostra epoca.
Undici storie emozionanti, originali e comiche, esplorate tutte attraverso la prosa dinamica e la feroce satira che hanno reso Joshua Ferris uno dei piú importanti scrittori contemporanei.

«Ferris è riuscito a fondere la sapiente satira del suo primo libro con la disillusione disperata del secondo. l risultato è un’opera imperdibile, un Ferris al suo meglio».
Washington Post

Grazie, arcavolo!, di Achille Campanile

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TITOLO: Grazie, arcavolo!

AUTORE: Achille Campanile   A CURA DI: Angelo Cannatà e Silvio Moretti

EDITORE: Aragno    PREZZO: 15,00

Faccia un passo avanti chi non abbia mai desiderato almeno una volta in cuor suo, di rivedere una persona cara che non c’è più. Ma anche solo di poter ascoltare dalla sua voce una storia, una curiosità o il racconto di un fatto che unicamente lei e non altri aveva la possibilità di conoscere. Nessuno si è mosso, vero? Lo sapevamo. Attraverso una raccolta di scritti inediti e dispersi, che arriva a quarant’anni dalla sua morte, Achille Campanile torna a parlarci. Chi lo ama e non ha perso nemmeno uno dei suoi romanzi potrà riprovare il gusto di una lettura raffinata ed elegante che proprio oggi, quando un processo di imbarbarimento della parola scritta e parlata sta attraversando il nostro tempo, diventa un raggio di luce in una giornata buia. Per le nuove generazioni questo libro può rappresentare il punto di incontro con un Autore insolito, che ha precorso i tempi e che ha scritto di cose che saranno ancora attuali quando i vecchi saremo noi e lo saranno i figli dei nostri figli. Umorista? Scrittore dell’assurdo? No. Achille Campanile.

 

 

Gli animali che amiamo, di Antoine Volodine

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TITOLO: Gli animali che amiamo

AUTORE: Antoine Volodine  TRADUZIONE: Anna D'Elia

EDITORE: 66Thand2nd   PAGINE: 177   PREZZO: 15,00

L’umanità è pressoché scomparsa. Solo una donnina è rimasta ad aggirarsi in mezzo a capanne vuote nella speranza di farsi ingravidare da qualcuno di passaggio. Quanto agli altri superstiti, chissà. Al loro posto una vegetazione a tratti lussureggiante e una sequela di animali, fantastici e non, che entrano ed escono da sogni di sogni in una realtà onirica o comunque surreale. Cinque intrarcane e due Shaggås compongono questo straordinario pastiche letterario bizzarro, giocoso, immerso in un’atmosfera apocalittica, da fine della Storia, dove l’umorismo del disastro si mescola a una malinconica, smagata rassegnazione.

«Con Gli animali che amiamo, Volodine ha inventato un bestiario della fine del mondo». 
Libération

Racconti da ridere, di AA.VV

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TITOLO: Racconti da ridere

AUTORE: AA.VV    A cura di: Marco Rossari

EDITORE: Einaudi   PAGINE: 288    PREZZO: 19,50.
In uscita a fine Novembre 2017
 

In quest'antologia la scintilla della risata è innescata dalle situazioni piú disparate: un conte esige un rito tutto particolare per fare l'amore, un Natale qualsiasi si trasforma in una sfida di bontà, due cugini fanno a gara per chi ha lo zio piú grasso...Una carrellata di personaggi irresistibili, idee, peripezie, giochi di parole e fantasticherie, per capire che ridere è un modo di pensare. Per poi subito ricominciare a ridere.

Un uomo si sveglia e si accorge di non avere piú il naso. Un gruppo di poeti incassa milioni di dollari mentre gli sceneggiatori hollywoodiani campano a fatica. Un bambino chiede a una contadina di vedere una Cosa. Adamo ed Eva scoprono gioie e miserie della vita di coppia. Sono alcune delle storie che compongono il caleidoscopio di questo libro. Ma che cosa vuol dire ridere? Il riso è paradosso, complicità, reazione al mondo, aggressività, rifugio politico, scherno, sopravvivenza, sintomo di un'epoca. Tutte queste cose, e tante altre, visto che fin dalla notte dei tempi la comicità si è mescolata al quotidiano, facendoci ridere di tutto e del contrario di tutto. A patto di avere senso dell'umorismo - e di sapere scrivere grande letteratura. E adesso che le granitiche collere dei commenti in rete hanno spazzato via ogni sfumatura dello humour (tanto che il ricorso alle faccine per spiegare il tono di una frase sembra imprescindibile), capire le origini dell'umorismo è fondamentale. Attraversando i secoli e le latitudini, Racconti da ridere esplora tutto lo spettro dell'ilarità, da Mark Twain a Stefano Benni, passando per Čechov e Umberto Eco, fino a Nora Ephron. Con l'intelligenza, si spera, di non prendersi troppo sul serio.

 

Tutto quello che è un uomo, di David Szalay

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TITOLO: Tutto quello che è un uomo

AUTORE: David Szalay  TRADUZIONE: Anna Rusconi

EDITORE: Adelphi   PAGINE: 402   PREZZO: 22,00

Nove uomini, in diverse età della vita, dall'adolescenza alla vecchiaia. Un continente, l'Europa oggi – da Cipro alla Croazia, dalle Fiandre alla Svizzera –, fotografato in una luce cruda, quasi senza ombre. I nove fanno quasi tutte le cose che i maschi sono soliti fare: inseguono donne, le abbandonano, tentano un affare improbabile, cercano un luogo dove vivere un esilio decente, chiacchierano, sognano un'altra vita. E se a ogni capitolo tutto – protagonista, ambiente, atmosfera – cambia, fin dal primo stacco le nove storie sembrano una sola. All'inizio stentiamo a riconoscerlo, il paesaggio che David Szalay ci costringe a esplorare, finché, per ogni lettore in un punto diverso, ciò che abbiamo davanti si rivela per quel che è, in tutta la sua perturbante evidenza: il nostro tempo, quello che viviamo ogni giorno, in forma di romanzo

 

Ventuno vicende vagamente vergognose, di Walter Lazzarin

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TITOLO: Ventuno vicende vagamente vergognose

AUTORE: Walter Lazzarin

EDITORE: Casa Sirio  PAGINE: 96  PREZZO: 10,00

Socrate e Aristotele non sono i soli ad avere avuto qualche problemino a letto. Anzi, sono in ottima, zozzissima, compagnia: ci sono Cleopatra, Hermione, Bukowski, Einstein… Certo, non si aspettavano che qualcuno potesse spiattellare al mondo i fattacci loro, e tantomeno che lo facesse con un tautogramma.

Ventuno storie, raccontate dallo scrittore per strada Walter Lazzarin, una per ogni lettera dell’alfabeto. Un piccolo gioiello di surrealismo che mescola giochi linguistici e goliardia, poesia classica e farsa scollacciata. Una liberatoria dichiarazione d’amore all’Amore e alle suedéfaillances.

L'esca, di Chuck Palahniuk

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TITOLO: L'esca, storie di tutti i colori da colorare

AUTORE: Chuck Palahniuk    

EDITORE: Mondadori  PAGINE: 160  PREZZO: 17,00

 

Una raccolta di 8 racconti brevi e disturbanti firmati da Palahniuk, accompagnati da oltre 50 incredibili illustrazioni di 8 grandi artisti del fumetto, tra cui Lee Bermejo, Duncan Fegredo, Steve Morris, Kirbi Fagan e Joëlle Jones.

“Da bambino, andavo da Roy’s Chuck Wagon, il buffet all you can eat della mia zona, e portavo a casa tovagliette disegnate da colorare nella speranza di vincere una piovra di peluche.

E di tutto questo – disegnini e decorazioni e cartoline artigianali prodotte per la Festa della mamma e tovagliette colorate per partecipare ai concorsi – non è rimasto nulla. Neanche la piovra.

Le cose scompaiono. Se non assolvono una funzione, sono spacciate.

Perché allora non ingaggiare alcuni dei migliori artisti al mondo, chiedendo loro di illustrare una raccolta di racconti, per produrre un libro ben rilegato che possa far bella figura su qualsiasi scaffale, suscettibile, un domani, di essere riscoperto e apprezzato da una nuova generazione?

Questo è un libro che noi abbiamo solo iniziato.

Sta a voi completarlo. Apparterrà al futuro.

Magari, con i vostri colori, i disegni degli artisti e i miei racconti, riusciremo a creare un’opera destinata a durare.

Un oggetto degno di essere custodito.”

Fiabe svedesi

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TITOLO: Fiabe svedesi

AUTORE: AA.VV  TRADUZIONE: Bruno Berni

EDITORE: Iperborea   PAGINE: 192  PREZZO: 16,00

L’eterna lotta tra il bene e il male a suon di astuzie e di magie, le avventure di eroi contadini che affrontano giganti e draghi, di una bellissima principessa tramutata in topolina, di un principe condannato a vivere sotto terra e a mostrarsi solo al tramonto. L’universo incantato, imprevedibile eppure familiare delle fiabe, le cui origini si perdono nella notte dei tempi e nei reami sconfinati dei sogni, si esprime in tutto il suo fascino e la sua forza narrativa in questa antologia. Tratte dalle prime raccolte scritte dell’Ottocento, volte a preservare un patrimonio letterario che rischiava di scomparire insieme alla tradizione orale, queste storie, tra le più raffinate nel panorama nordico, ci offrono un viaggio nell’immaginario popolare svedese. Un mondo antico in cui gioca un ruolo fondamentale il legame con la natura, quella che detta le dure leggi della vita nelle campagne ma offre anche ispirazione alla fantasia per foreste piene di tesori custoditi da troll, fiumi abitati da lucci parlanti, tigli che suonano musiche meravigliose e animali dai poteri fatati che regalano fortuna a chi li rispetta e sventura a chi non sa ascoltarli. Un mondo che ci dischiude le sue credenze, paure, leggende, rivelando allo stesso tempo le varianti svedesi di motivi universalmente noti, diventati oggi dei classici e immortalati da Basile, Perrault, i fratelli Grimm e Hans Christian Andersen, come quelli di Cenerentola eBiancaneve, o ancora una fiaba che intreccia a sorpresa le avventure del Gatto con gli stivali e della Principessa sul pisello.

Mentre li guardi, di Leopoldine Core

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TITOLO: Mentre li guardi

AUTORE: Leopoldine Core   

EDITORE: Edizioni Clichy PAGINE: 160  PREZZO: 15,00

 

Nuovi, brillanti e pieni di struggimento, i venti racconti di Leopoldine Core sono ambientati a New York e dintorni e hanno come protagonisti ragazzi e adulti innamorati, impegnati nel tenere in piedi relazioni, desiderosi di conquistare la persona amata o più semplicemente bisognosi di amare ed essere amati. Sfila così una galleria di personaggi sexy, coraggiosi, imprevedibili e sinceri nel mettere in campo passioni ed emozioni. Gli echi sono quelli del cinema di Harmony Korine e Andrea Arnold, o delle storie di autori come Jane Bowles, William Burroughs e Colette, costantemente spiazzanti e sempre luminosissimi nel loro scrivere.

La guerra dei Murazzi, di Enrico Remmert

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TITOLO: La guerra dei Murazzi

AUTORE: Enrico Remmert   

EDITORE: Marsilio   PAGINE: 208  PREZZO: 16,50

 

Enrico Remmert è il cantastorie delle vite qualsiasi che si incrociano e si intrecciano in quel luogo dell'anima - pieno di pericoli e possibilità, di scelte e rischi - che è la Notte. A ciascuno dei suoi personaggi è offerta una scelta. Si può essere eroi o vili, si può fuggire o restare, si può combattere o nascondersi. Tutto nella Notte si decide: soprattutto l'amore. E così l'autore raduna, in una Torino più magica che vera o in una Cuba più sognata che reale, una folla di personaggi, ciascuno legato a un destino al quale vuole aderire o dal quale vuole liberarsi. Un buttafuori albanese, una ragazza cubana, un parrucchiere giapponese, un gruppo di hooligan inglesi, due serbi allevatori di cani, e tanti altri: su di loro incombe la Storia con tutto il suo peso inerte e la sua pressione senza volto. Con eleganza, delicatezza e una trepidazione che non diventa mai sentimentalismo, Remmert racconta queste esistenze, minime e trascurabili come la nostra, mostrando il punto in cui, magari per una volta nella vita, diventano incandescenti: e si trasformano, o bruciano.

Hanno detto di "La guerra dei Murazzi":

«Quattro racconti bellissimi, scritti con grande talento e altrettanto grande artigianato, che aprono nel tessuto della realtà varchi verso altre dimensioni.»

Dario Voltolini

«È la cosa migliore che abbia letto negli ultimi anni.»

Ernesto Aloia

«Enrico Remmert al suo meglio: in un libro che è allo stesso tempo lo spaccato di una stagione irripetibile e l'ultimo battito del cuore pulsante di una notte durata vent'anni.»

Giuseppe Culicchia

«Un libro che mi è piaciuto molto e che a ogni pagina regala sensazioni davvero belle.»

Alessandro Barbero

«La guerra dei Murazzi di Remmert è un libro che contiene un dispositivo magico.»

Luca Ragagnin

«Di Remmert stupisce sempre il fatto che sia la scrittura e non la trama a creare ritmo: punteggiatura, misura delle frasi, brevità dei dialoghi; con questi strumenti riesce a creare tensione narrativa anche dove i fatti procedono con calma.»

Alessandro Perissinotto

«La guerra dei Murazzi vibra sulla pagina non solo per l'esattezza dello sguardo e per la pulizia della ricostruzione degli eventi, ma anche per il ritmo della scrittura, per le parole che battono il tempo alle notti torinesi di cui racconta, delle vite che le abitavano, e della corrente del fiume cui la città, in quegli anni, affidava speranze e peccati.»

Fabio Geda