Memorie di Madame Pelote, gatta di Michel de Montaigne. Di Françoise Armengaud

TITOLO: Memorie di Madame Pelote, gatta di Michel De Montaigne
AUTORE: Françoise Armengaud

EDITORE: Lindau TRADUZIONE: Sara Clamor

pp. 92 Euro: 14,00

Scrive Montaigne nei suoi Saggi: «Quando gioco con la mia gatta, chissà se lei non faccia di me il suo passatempo più di quanto io faccia con lei. Ci intratteniamo con reciproche spiritosaggini». Opera senza tempo per la sincerità e la profondità del suo sguardo sull’essere umano, gli Essais sono il capolavoro di un uomo che si scopre fragile e mutevole, di un filosofo che infrange un tabù secolare e parla apertamente di sé in un libro che esorta a vivere aldilà di ogni egoismo e vanità.
Proprio Montaigne è il protagonista di questa piccola opera, che ha l’ambizione di comporre un suo ritratto attendibile e ironico attraverso il racconto della sua gatta Pelote, amica e confidente inseparabile – e silenziosa in virtù del patto in vigore fra i felini per cui non parlano agli esseri umani, pur conoscendone la lingua. Giorno dopo giorno, faccenda dopo faccenda, lo scrittore e Pelote condividono i piccoli e grandi avvenimenti della vita, si intrattengono muovendosi fra la ricchissima biblioteca – di cui Pelote è incaricata di proteggere dai ratti le preziose pergamene e i delicati manoscritti – e gli altri ambienti del castello avito nel Périgord, antica dimora fortificata circondata da giardini, vigne e frutteti. Il luogo dove l’appartato filosofo si era ritirato a vivere dopo la scomparsa dell’amato padre nel 1568, perché il «dolce ritiro paterno» era sacro alla sua libertà, alla sua tranquillità e ai suoi agi. E dove la morte lo sorprese il 13 settembre del 1592, quando ormai Pelote aveva passato il suo incarico di gatta della biblioteca alla nipote, Donzeline.

Ammirabili & freaks, di Giuseppe Marcenaro

TITOLO: Ammirabili & freaks
AUTORE: Giuseppe Marcenaro

EDITORE: Il Saggiatore

pp. 224 Euro: 19,00

Nel corso della sua esistenza Giuseppe Marcenaro ha incontrato centinaia di artisti, autori, intellettuali, filosofi e semplici frequentatori del mondo della cultura: misteriosi scrittori- spia, fascinose muse di poeti, gelosi custodi di archivi segreti, figure evanescenti della vita mondana di un passato assieme vicino e remoto, ognuno di loro contraddistinto da assurdi tic e bizzarre manie, profondi amori e irresistibili idiosincrasie. 

In Ammirabili & freaks Marcenaro racconta e celebra questi «persone-personaggi» nella loro gloria e nella loro miseria, nel loro sublime e nel loro grottesco, ripercorrendo i ricordi degli incontri e delle conversazioni con amici di una vita ed esistenze appena sfiorate, destinate comunque a lasciare un segno nitido nella memoria. In queste pagine, come in un carosello al luna park, appaiono e scompaiono danzando davanti ai nostri occhi presenze familiari come Eugenio Montale o Giuseppe Pontiggia, Mario Soldati o Indro Montanelli, colleghi del mondo editoriale quali Luciano Foà, Lucia Morpurgo Rodocanachi, Carlo Bo e Mario Luzi, e personalità meno note come il conte Xavier de Sade, discendente del celebre marchese. 

Ammirabili & freaks è una sorta di bestiario letterario finemente intarsiato: l’album dei ricordi di un magistrale collezionista d’anime, per il quale a ogni nome corrisponde l’evocazione fantasmatica di dettagli, profumi e accenti. Un eccentrico profilo del Novecento disegnato dalle fisionomie di alcuni dei suoi più imprevedibili protagonisti.

Ritratti dal vivo, di Emanuele Trevi

TITOLO: Ritratti dal vivo
AUTORE: Emanuele Trevi

EDITORE: Ponte alle grazie

pp. 944 Euro: 34,00

Laura Betti e Pier Paolo Pasolini in Qualcosa di scritto; il grande fotografo Arturo Patten, Amelia Rosselli, Cesare Garboli in Sogni
e favole
; Mario Trevi, padre dell’autore e psicoanalista di vaglia, ne La casa del mago: questi i soggetti dei «ritratti dal vivo» qui raccolti in trilogia, i soggetti che tanti lettori hanno conosciuto attraverso la penna e lo sguardo di Emanuele Trevi. Una forma, il ritratto treviano, tutt’altro che oggettiva: nei suoi libri, infatti, come scrive nel ricco saggio che accompagna il volume Andrea Cortellessa, «ogni volta sono in gioco [...] ‘due vite’: quella di chi interpreta e quella di chi viene interpretato. Dallo sguardo del secondo [...] il primo scopre di essere ‘visto’ molto più acutamente di quanto, da solo, possa fare con sé stesso». Ciascun romanzo costituisce allora la tappa di un apprendistato, di un cammino iniziatico percorso dall’autore-personaggio (vorremmo dire: in nome dei suoi lettori) attraverso gli ultimi decenni del Secolo Lungo, un Novecento che, nonostante tutto, resiste dal finire; ciascun libro
si addentra, prima che nella conoscenza o nella rivelazione, nel mistero di sé, del mondo, della Storia.
Completano il volume materiali inediti e rari, in particolare cinque Satelliti, ritratti «in miniatura» di altre figure dell’iniziazione treviana.
Ma il limpido talento narrativo di Trevi, la sua ironia e la sua tragedia, la sua sfuggente, enigmatica benevolenza illumineranno anche noi non (ancora) iniziati: ci parrà questa la grande letteratura dei nostri anni, se è vero che – ancora Cortellessa – «la letteratura, finché esisterà, sarà una funzione del possibile. Un altro nome, anzi, della vita possibile».

Mentre siamo morti, di José Ovejero

TITOLO: Mentre siamo morti
AUTORE: José Ovejero

EDITORE: Voland TRADUZIONE: Bruno Arpaia

pp. 160 Euro: 18,00

Sedici racconti che formano quasi un romanzo a ripercorrere la storia di una famiglia operaia negli anni opprimenti della fine del franchismo. Un figlio, una madre e un padre, e alcuni animali (tutti esperti in evasioni): la narrazione ruota attorno a questa manciata di personaggi, a volte con toni da racconto dell’orrore, a volte da commedia. Comincia con l’uccisione di un cane e termina con la sepoltura di un padre, e nel mezzo esplora la rabbia infantile, le tensioni domestiche, le molteplici forme che la violenza assume nel nostro mondo, il desiderio di sottrarsi alle limitazioni di classe, e anche l’amore. José Ovejero dispiega la sua prosa chiara e spietata in un’opera che, a partire da una prospettiva intima, dipinge il ritratto collettivo di una Spagna in bianco e nero, con aspetti tragici ma anche dettagli umoristici o ironici. Nessuno può considerarsi escluso da questo piccolo universo di racconti terrificanti: se fa male è perché è successo anche a noi.

Gli scritti sulla musica, di E.T.A Hoffmann

TITOLO: Gli scritti sulla musica
AUTORE: E.T.A Hoffmann

EDITORE: L’Orma TRADUZIONE: Marco Mangani

pp. 528 Euro: 35,00

«Riuscire, almeno una volta, ad ascoltare la musica con le orecchie di Johannes Kreisler è un’esperienza da non perdere.»

Prima di essere il grande narratore del romanticismo fantastico, E.T.A. Hoffmann volle essere un musicista. Compositore, direttore d’orchestra, critico musicale e instancabile promotore di un’idea estetica della musica come arte assoluta, Hoffmann ha lasciato una serie di saggi, recensioni e riflessioni che costituiscono uno dei vertici della critica musicale dell'ottocento europeo.
Il volume Gli scritti sulla musica raccoglie per la prima volta in italiano, in traduzione integrale, tutti i suoi scritti musicali, tra cui le celebri recensioni “in presa diretta” delle sinfonie di Beethoven, gli scritti dedicati a Mozart, all’epoca dirompenti per la loro capacità di cogliere il genio demoniaco del compositore, e numerosi interventi che pongono la musica al centro della vita interiore e dell’immaginazione poetica.

Un babbo natale magro, di Ellis Parker Butler

TITOLO: Un Babbo Natale Magro
AUTORE: Ellis Parker Butler

EDITORE: Mattioli TRADUZIONE: Sebastiano Pezzani

pp. 88 Euro: 9,00

Un ladro di polli così distratto da dimenticare sul luogo del misfatto novecento dollari, presto scambiati per un inaspettato dono di Natale. Un gatto malinconico dalle tendenze suicide costretto a fare i conti con i suoi nove spettri;una coppia di porcellini d’India confusi con maiali comuni in un’azienda di spedizioni;un marito che tenta di spiegare i misteri dell’alta finanza a sua moglie; a chiudere,le improbabili recensioni di alcuni grandi classici della letteratura. Dalla penna di uno dei maggiori umoristi americani,cinque fulminanti capolavori d’ironia.
 
| Il visitatore era un uomo alto e sottile e teneva un cappello sgualcito tra le mani mentre parlava.Pareva nervoso e il suo viso aveva un’espressione preoccupata,estremamente preoccupata. Aveva l’aria di uno che avesse perso novecento dollari,ma non assomigliava certo a Babbo Natale.Era più magro e non aveva la faccia altrettanto gioviale. | E.P.B.

I racconti, di Franz Kafka

TITOLO: I racconti
AUTORE: Franz Kafka

EDITORE: Einaudi CURATELA: Daria Biagi

pp. 584 Euro: 28,00

Le cosiddette profezie di Kafka sono soltanto una sobria analisi delle strutture nascoste che oggi sono venute alla luce.
Hannah Arendt

I racconti di uno tra i maggiori scrittori del Novecento in una nuova traduzione rigorosa e sensibile, che dà rilievo all'evoluzione della ricerca letteraria dell'autore praghese. Dai primi tentativi di scrittura a La trasformazione (da sempre nota con un titolo piú altisonante, La metamorfosi), insieme ad altrettanti capolavori: fulminanti miniature come La trottola, i racconti lunghi Nella colonia penale e La tana, il grande cantiere narrativo Durante la costruzione della muraglia cinese. Nella sua critica radicale della realtà, Kafka utilizza una lingua precisa e quotidiana, in vertiginoso equilibrio fra tragico e comico, e Daria Biagi la mantiene il piú possibile lontana da astrazioni e sovrainterpretazioni, portando alla luce le diverse tonalità espressive di un'opera che ha influenzato come poche altre la letteratura dell'ultimo secolo. Chiude il volume un saggio di Massimo Cacciari sui fondamentali snodi tematici presenti nell'opera di Kafka.

Piccolo atlante della letteratura, di Giulia Ceirano e Lida Ziruffo

TITOLO: Piccolo atlante della letteratura
AUTORE: Giulia Ceirano
ILLUSTRAZIONI: Lida Ziruffo

EDITORE: Hoppipolla

pp. 176 Euro: 25,00

Un viaggio in dieci tappe dentro i luoghi che hanno plasmato la vita e la scrittura di dieci autori iconici, scritto da Giulia Ceirano e illustrato da Lida Ziruffo

Esistono luoghi che portano impresse le tracce della letteratura, paesaggi che hanno nutrito l’immaginazione e la scrittura di autrici e autori straordinari. “Piccolo atlante della letteratura. Dove nascono le grandi storie” è un viaggio attraverso i luoghi che hanno ispirato grandi scrittori e scrittrici, un itinerario tra città, case, paesaggi e rifugi che hanno segnato la nascita di opere indimenticabili. Ogni capitolo è dedicato a un’icona della letteratura e a un luogo simbolico della sua esistenza: dalle luci di Parigi che illuminavano il salotto di Gertrude Stein alle onde dell’Atlantico che lambivano la casa di Hemingway a Key West, dai giardini inglesi di Monk’s House, rifugio di Virginia Woolf, ai caffè di New York frequentati da Paul Auster, dalla Milano di Alda Merini alla Tokyo immaginifica di Italo Calvino, il libro invita a esplorare questi scenari con uno sguardo nuovo, tra aneddoti, citazioni e ispirazioni letterarie. Ogni storia diventa una mappa per orientarsi tra le parole e i luoghi, tra la realtà e l’immaginazione. Più che una semplice guida, “Piccolo atlante della letteratura” è un omaggio alla potenza evocativa dei luoghi e alla loro capacità di influenzare la scrittura e il pensiero. Attraverso un racconto che mescola ricerca storica, consigli di viaggio, riflessioni personali e frammenti di vita, il libro offre una bussola ideale per chi ama viaggiare con la mente e con il corpo, alla ricerca delle tracce lasciate dai grandi della letteratura.

Neopentamerone, di Angelo Calvisi

TITOLO: Neopentamerone
AUTORE: Angelo Calvisi

EDITORE: Declic

pp. 280 Euro: 22,00

Angelo Calvisi non è nuovo ai rimandi diretti, letterari o musicali, nei titoli e nei contenuti delle sue opere. Stavolta chiama in causa nientemeno che il Pentamerone di Giambattista Basile, di cui mantiene la struttura con la divisione in giornate, la cornice e le rubriche che introducono i temi. Se le narratrici de Lo cunto de li cunti, però, portano nomi parlanti che ne svelano i difetti, i narratori del Neopentamerone sono impiegati nell’Unità Ubaldo – ufficio interministeriale dalle nebulose funzioni – e si chiamano tutti Arnaldo, così da far coincidere identità e anonimato, nominazione e indistinzione. Se Basile intende raccogliere fiabe per “lo trattenemiento de’ peccerille”, Calvisi colleziona storie assurde, violentemente ironiche o tristemente abrasive, per lo straniamento di ogni età. In ciò è aiutato da efficaci forzature del linguaggio e da un serrato gioco di fonti, citazioni e note che risultano di volta in volta attendibilissime o sospettissime: come le nostre realtà.

Avventure postume di personaggi illustri, di Roberto Alajmo e Marco Carapezza

TITOLO: Avventure postume di personaggi illustri
AUTORE: Roberto Alajmo e Marco Carapezza

EDITORE: Sellerio

pp. 192 Euro: 14,00

 

Dieci avventure esemplari, capitate post mortem a uomini e donne che nei secoli hanno goduto di fama mondiale. Personaggi illustri della storia e dell’arte, della letteratura e della scienza, pontefici, santi, statisti, rivoluzionari, filosofi che durante la loro vita erano stati forse padroni del proprio destino (e del destino di molti altri), fino al fatale momento in cui, nel tempo di un respiro, hanno perso per sempre il potere di incidere sul mondo. Sia detto con più coraggio e onestà: sono morti.
Ma poiché, come si legge in esergo a questo libro, fortunatamente «a morire sono sempre gli altri» (Duchamp), è proprio a partire da questa inevitabile piega del destino che Roberto Alajmo e Marco Carapezza si sono divertiti a raccontare con arguzia e intelligenza le vicissitudini postume di donne e uomini straordinari, le strade imprevedibili che hanno imboccato i loro resti terreni, le avventure spesso grottesche delle loro spoglie mortali.
«È del corpo», scrivono gli autori nel preludio a questo libro, «che bisognerebbe preoccuparsi quando viene a mancare il suo legittimo proprietario. Sul destino di alcuni cadaveri eccellenti, infatti, si apre un sipario imprevedibile, oltre il quale agiscono amore, fanatismo, anelito d’eternità, scaramanzia e molti altri fattori, secondo una ricetta variabile capace di trasformare in commedia anche la più fosca delle tragedie».
E così potremo seguire l’odissea, degna di una spy story, dei resti di Evita Perón, o la storia paradossale delle due teste di Cartesio, o ancora i tre funerali e mezzo di Pirandello e la sovietica manutenzione della mummia di Lenin. Fino all’incredibile macabro processo al cadavere di un papa dissepolto per l’occasione.
Questo libretto divagante e originale racconta in fondo come il culto delle reliquie, nato col cristianesimo, ha resistito alla modernità più razionalista per arrivare ai giorni nostri, trasformandosi però in una sorta di accanimento, una forma di inconscia vendetta della mediocrità sulla grandezza, in una miscela inestricabile di ammirazione, feticismo e invidia.

Invito al viaggio, AA VV

TITOLO: Invito al viaggio
AUTORE: AA VV

EDITORE: La Nave di Teseo

pp. 192 Euro: 18,00

 

Invito al viaggio è un itinerario letterario che attraversa alcune tra le città più belle d’Italia: dodici racconti compongono un ritratto inedito del nostro paese, riflesso nello sguardo di grandi narratori internazionali. Ogni città, evocata dalla voce di un autore, prende vita nella propria umanità, si mostra in nuovi colori capaci di sorprendere anche chi la vive quotidianamente, rivela le fantasie che è capace di ispirare. Così accade che Milano si trovi sotto scacco in un thriller ad alta tensione, che Venezia riesca a vivere finalmente senza limiti le sue tante anime, che imprevedibili storie d’amore nascano e, forse, svaniscano nel giro di poche ore tra le strade di Portofino e Firenze. O, ancora, che un gruppo di professori di greco si trovi sotto indagine ad Agrigento, che i trulli di Alberobello prendano vita in una favola senza tempo, che la storia e il presente si intreccino a Capri come a Palermo, a Napoli come a Siracusa e Taormina.

Un omaggio all’Italia raccontata dalle grandi voci della letteratura mondiale, un invito a scoprire (o riscoprire) luoghi che ci sono più o meno familiari, un’immersione nella bellezza della parola.

Gli autori e le città: Tahar Ben Jelloun, Portofino/Peter Cameron, Capri/Edward Carey, Alberobello/Mircea Caˇrtaˇrescu, Firenze/Michael Cunningham, Venezia/Kamel Daoud, Palermo/Jeffery Deaver, Milano/Anne Enright, Taormina/Jonathan Galassi, Siracusa/Andrew Sean Greer, Firenze/Petros Markaris, Agrigento/Lorrie Moore, Napoli

Impossibile lasciare la Terra, di Alejandra Costamagna

TITOLO: Impossibile lasciare la Terra AUTORE: Alejandra Costamgna

EDITORE: Edicola TRADUZIONE: Maria Nicola

pp. 168 Euro: 18,00

«In questi racconti, Alejandra Costamagna scrive con precisione e letale delicatezza di ossessioni, piaceri, violenze e malattie. La sua parola è come uno scalpello che indaga corpi tremuli, furiosi, talvolta oppressi dai loro stessi desideri.» 

Mariana Enriquez

 

Impossibile lasciare la Terra è un quartiere che si incastra perfettamente nella città letteraria costruita da Alejandra Costamagna, pluripremiata scrittrice cilena di cui Edicola ha già pubblicato il romanzo Il sistema del tatto e la raccolta di racconti C’era una volta un passero. Un quartiere abitato da gente sola, gente ossessionata, gente che si suicida però prima mangia e trova che il purè dell’ospedale sia delizioso. Costamagna è un orecchio che cammina per le strade, una predatrice di frasi, una fanatica della minuzia. Le sue storie divampano senza il minimo stridore, l’amabile sobrietà della sua scrittura pulsa sotto ogni assurda vicenda, e i suoi personaggi - così commoventi nel loro delirio di contraddizioni - sono calamite che trattengono chi legge in una realtà impossibile da lasciare.

Bestiario artico, di Frank Westerman

TITOLO: Bestiario artico AUTORE: Frank Westerman

EDITORE: Iperborea TRADUZIONE: Francesco Panzeri

pp. 416 Euro: 20,00

Sette animali artici incontrati durante le grandi esplorazioni del passato, sette storie di adattamento e sopravvivenza. E noi che strada seguiremo?

È il 1596 quando l’esploratore olandese Willem Barents affronta per l’ultima volta le regioni artiche. Vuole arrivare fino in Cina, una via oggi facilmente percorribile in estate, ma la sua nave rimane intrappolata nei ghiacci. Non ci saranno superstiti: quella terra appartiene agli orsi polari. Forse, siamo noi umani la «specie erratica» per eccellenza, di quelle avvistate sporadicamente in luoghi che di solito non abitano, e non gli uccelli che perdono la rotta: basta cambiare il punto di vista. Come fa Frank Westerman, componendo un bestiario di sette specie artiche che in Barents si imbatterono: narvalo, lemming, anguilla, oca colombaccio, orso polare, renna e granchio reale. Scoprendo che la natura e la storia spesso sono più improbabili delle favole. Così la zanna di un narvalo, l’unicorno del mare, ha sventato un attentato a Londra nel 2019. E se è un’invenzione umana il suicidio di massa dei lemming negli anni in cui ne nascono troppi, non lo è il viaggio dell’anguilla dai tropici a Capo Nord. Certe specie non le puoi bloccare, non le puoi recintare: come il granchio reale, importato dalla Siberia nel Mare del Nord, oggi specie invasiva dannosa ma fortunatamente commestibile. E mentre i ghiacci si sciolgono, gli orsi polari hanno imparato a restare sulla terraferma, a cacciare renne anziché foche. Sapremo adattarci anche noi alle sfide di un clima sempre più imprevedibile, in un mondo sempre più diviso? Con ironia, la curiosità più cocciuta e l’abilità del reporter consumato, Westerman si muove tra il Mare dei Wadden, Sachalin, Capo Nord e fino alle Svalbard per raccontare le incredibili storie di sette animali che hanno tanto da insegnarci.

Tre signore in riva al mare , di Rhoda Levine

TITOLO: Tre signore in riva al mare AUTORE: Rhoda Levine

EDITORE: Adelphi
TRADUZIONE: Livia Signorini ILLUSTRAZIONI: Edward Gorey

pp. 37 Euro: 18,00

Nel più remoto dei luoghi, in tre case in riva al mare, vivono le signore di questa storia: Edith Dell’Estasi, Catherine Dell’Accordo e Alice Del Rischio.
Ma perché una di loro passa la gran parte delle sue giornate appollaiata su un albero, col bello e il cattivo tempo, a scrutare l’orizzonte?

Un racconto lieve e struggente sulla forza visionaria del sogno d’amore, dove la grazia dei disegni di Edward Gorey incontra a passo di danza le rime di Rhoda Levine.

I dilemmi delle donne che lavorano, di Fumio Yamamoto

TITOLO: I dilemmi delle donne che lavorano AUTORE: Fumio Yamamoto

EDITORE: Neri Pozza
TRADUZIONE: Gala Maria Follaco

pp. 224 Euro: 18,00

Guardai il vagone pieno di impiegati mezzo addormentati e pensai che gli uomini fossero tanto da ammirare quanto da compatire. Nascono maschi e per questo sono tenuti a recitare la parte del più forte, al lavoro come in famiglia. Non possono accontentarsi della fetta più piccola.

Haruka deve smettere di parlare della sua malattia, ma non sa se ne è capace. È guarita, eppure la malattia sembra ormai diventata la sua identità. Tutti nella sua vita, amici, fidanzato, famiglia, la vedono come la solita Haruka. Nessuno pare accettare la sua trasformazione. Izumi deve trovarsi un lavoro ma, da quando è stata costretta a stravolgere la sua realtà, non è più sicura di volerlo. E se questa nuova vita, senza marito e senza occupazione, fosse la felicità? Ogni notte Katō deve arrivare alla fine del turno al minimarket senza essere molestata. Deve soprattutto cercare di non pensare alla figlia adolescente, che non vive più in casa da quattro anni e che spera solo di non diventare mai come sua madre. Mito deve scegliere se sposare il suo fidanzato. Oppure lasciarlo. Dopo sette anni, sarebbe il naturale esito della loro relazione, anche se per Mito significherebbe sposare un quasi trentenne disoccupato: e se il passato fosse tutto quello che è rimasto fra loro? Sumie deve fermarsi. Selvaggia e senza un luogo in cui posarsi, cerca calore, forse adorazione, di sicuro una vita eccitante. Non è però disposta a barattare nulla in cambio della sua libertà.
In questo libro ormai diventato di culto, Fumio Yamamoto racchiude le tante anime femminili della società giapponese, tra emancipazione e ruoli tradizionali, aspirazioni legittime e millenarie aspettative. Riscoperto a venticinque anni dalla prima pubblicazione, e solo ora tradotto in italiano, questo classico moderno, femminista e anticapitalista, è una lettura senza tempo.

La bottega del pane, di Lucio Di Cicco

TITOLO: La bottega del pane AUTORE: Lucio Di Cicco

EDITORE: L’Orma Editore

pp. 240 Euro: 21,00

Centoventi anni di storia di una piccola città d’Abruzzo, narrati attraverso le vicende dei suoi baroni e del suo popolo, più il declino di un nobile palazzo e l’incessante rotolare di una piccola pietra screziata di azzurro, ovale e perfetta come un uovo di drago.

Sulmona, 1839. Il barone don Panfilo Merlino parte alla volta di Napoli per l’inaugurazione della prima ferrovia del Regno. In tasca ha un sasso screziato d’azzurro – «ovale e perfetto come un uovo di drago» – che crede fatato. È l’inizio di una lunga traversata, tra diligenze sgangherate, briganti di montagna e osterie immerse nel fango. Ma è anche la prima di molte storie che attraversano più di un secolo, seguendo le vicende di un’antica famiglia nobiliare, del suo palazzo e del popolo che vive all’ombra delle sue mura.
La pietra azzurra passa di mano in mano, tra le dita tremanti di un pastore novello sposo, nel borsello rapace di un fuorilegge, nel palmo insanguinato di un ufficiale, e finisce appesa con una catenina d’argento alla parete di una dimora ormai spoglia. Intanto si canta, si ama e si muore: un sarto zoppo impazzisce per una bella pantalonaia, una giovane per difendere la propria dignità si arma di coltello, cittadini stremati dalla fame insorgono contro il podestà.
Con una prosa ironica e struggente, Lucio Di Cicco dipinge un potente affresco in cui fantasia e memoria si impastano per dare vita a ogni gesto, ogni voce, ogni superstizione, e un mondo andato perduto riprende a pulsare nel flusso del racconto in tutta la sua più partecipata umanità.

Otto passi sul Reno, di Luca Baldoni

TITOLO: Otto passi sul Reno

EDITORE: Ex Orma

pp. 232 Euro: 16,90

Tra i vigneti terrazzati e le leggendarie gole della Loreley, ogni castello custodisce un segreto e racconta una storia; ogni passo rivela rovine di antiche fortezze, architetture sorprendenti, paesaggi mozzafiato, tradizioni millenarie, leggende romantiche e cicatrici di guerre che hanno plasmato l’identità e la cultura tedesca.
La grande Storia rivive accanto alla magia di un luogo incantato: dalle Libere Città Imperiali a Ildegarda di Bingen, da Heinrich Heine ai Fratelli Grimm, il Cammino dei Castelli del Reno diventa un viaggio di scoperta dell’anima profonda della Germania.

Frammenti di Kurdistan, a cura di Francesco Marilungo

TITOLO: Frammenti di Kurdistan

EDITORE: Polidoro CURATELA: Francesco Marilungo

POSTFAZIONE: Silvia Ballestra Euro: 16,00

Dal carcere alla montagna, dalla protesta delle madri dei desaparecidos curdi alle linee di confine che come cicatrici dividono in quattro parti una geografia mai diventata nazione.
La letteratura curda riflette la condizione politica del paese da cui nasce: diviso, controllato, colonizzato. In un territorio in cui studiare nella propria lingua madre
è impossibile, l’esilio diventa una tappa obbligata. Sparigliati per i sentieri della diaspora, gli scrittori curdi vivono il loro paese d’origine nella dimensione del frammento, della perdita, della distanza, ma anche della memoria tenuta in vita dalla lingua. Dai racconti di sapore testimoniale e civile, ai viaggi lisergici che trasmutano la realtà politica in assurde scomposizioni del corpo; dalle narrazioni epiche che affondano le radici nel patrimonio folkloristico curdo, al racconto dell’esilio e dell’emigrazione che costringono a rinegoziare la propria identità.

Prefazione di Silvia Ballestra.

Ammazzare il vento, di Stefano Scrima

TITOLO: Ammazzare il vento

AUTORE: Ortica Editrice

pp.102 Euro: 10,00

Quando l’attesa dell’autobus diventa un’esperienza metafisica, un supermercato un’arena apocalittica, vivere acquisisce finalmente un senso, anche se fosse la sua stessa insensatezza. Mios, il protagonista di questa raccolta di racconti, affronta l’esistenza come un labirinto in cui ogni svolta conduce a riflessioni impreviste sul tempo, la vita o il nulla. Ogni racconto è un frammento di un casuale disegno molto più piccolo, un universo dove il sublime si nasconde dietro l’apparente banalità dei giorni. Mios era chiuso, murato nella sua stanza a giocare coi sentimenti. Ne estrasse uno e lo lanciò contro il giradischi che iniziò a suonar male, poi, nelle mani, ne strinse un altro fino a renderlo pensiero. "Cos’è questo ronzio infernale?" si domandò dai bordi della sua poltrona sfondata, "Una zanzara, uno stridio dell’anima?" Niente di simile, soltanto la puntina del giradischi che sbeffeggiava il vinile. Fuori dalla finestra le urla di manifestanti inviperiti col maltempo. In tv le previsioni.

La gru, lo stagno, il kimono, di Kanoko Okamoto

TITOLO: La gru, lo stagno, il kimono

AUTORE: Okamoto Kanoko

EDITORE : Lindau TRADUZIONE: Marcello Rotondo

pp.112 Euro: 16,00

Nei tre racconti che compongono questo volume – La gru inferma, Sogno di una notte di mezza estate, Storia di una vecchia geisha – Okamoto Kanoko, una delle più significative scrittrici giapponesi del ’900, esplora le vite di tre donne degli anni ’20 e ’30, tra passioni, illusioni e rinascite. Yōko rievoca il suo legame con un celebre scrittore, sospesa tra ammirazione e disincanto; Saiko, promessa sposa, sfiora l’amore proibito in un’estate di libertà; Kosono, geisha ormai anziana, trasmette a un giovane inventore il coraggio di cambiare.
Nel suo stile raffinato e visionario, Okamoto ritrae con straordinaria intensità l’anima femminile, tra memorie struggenti, desideri proibiti e ricerca di sé, rivelando il potere del desiderio e la forza silenziosa della trasformazione.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         
«Sono sempre le donne ad avere un ruolo dominante nelle storie
di questa scrittrice, donne con un fuoco nel corpo e nell’anima». (Dacia Maraini)