Con parole semplici, di Richard Ford

TITOLO: Con parole semplici
AUTORE: Richard Ford

EDITORE: Feltrinelli

TRADUZIONE: Mariagiulia Castagnone

pp. 128 Euro: 17,00

Con parole semplici è molto più di un saggio: è una storia di vita, di scrittura, di amore per le parole. Attraverso ricordi, letture e incontri, Richard Ford ci racconta come si è avvicinato alla letteratura, i testi e i pensieri che l’hanno ispirato, a partire dal suo esordio, A Piece of My Heart, fino a Sportswriter, in cui compare Frank Bascombe, protagonista dei cinque libri che, come è stato scritto, “hanno cambiato la letteratura americana”. Da una giovanile diffidenza verso la politica intesa come schieramento manicheo, Ford giunge a riconoscere che ogni narrazione, anche la più privata, possiede inevitabilmente una dimensione politica, perché esamina il rapporto conflittuale tra individuo e comunità. In un viaggio illuminante attraverso alcuni episodi della sua vita e i primi passi come romanziere, Ford ci conduce dal Mississippi segregazionista e ipocrita, il luogo in cui è nato ma da cui ha voluto staccarsi, al Messico, all’America rurale del Wyoming e al New Jersey. Un percorso che è al tempo stesso esistenziale e letterario perché ricostruisce il legame tra vita personale e narrativa, indagando le modalità di espressione, le molte sfumature che si nascondono nelle singole parole, le “briciole sparse lungo il sentiero tracciato dagli scritti precedenti” e i “dati grezzi” immagazzinati come patrimonio da utilizzare nei suoi lavori futuri.
Con ironia e leggerezza, Ford ci racconta il senso di essere uno scrittore e ciò che il romanzo può e deve continuare a essere oggi: una forma di verità, di esplorazione del vivere, in cui il personale e il politico si intrecciano indissolubilmente.

“Ciò che qui ho esposto dei miei smarrimenti e ripensamenti iniziali probabilmente ha prodotto romanzi e racconti un po’ diversi da quelli che avrei comunque scritto. Ma che la politica – il carattere e il comportamento della polis nel suo tendere al bene – si rispecchi nelle dinamiche della nostra vita privata e che le opere di narrativa siano in grado di ritrarre alla perfezione questa dualità sono sempre state idee ai margini delle mie riflessioni.”

È di te che si parla, di Marco Vichi

TITOLO: È di te che si parla
AUTORE: Marco Vichi

EDITORE: Guanda

pp. 288 Euro: 18,00

È di te che si parla: Marco Vichi si rivolge direttamente al lettore, sin dal titolo, per sottolineare quanto in queste pagine ognuno di noi possa rispecchiarsi, condividere esperienze e sensazioni con i personaggi dei racconti, che si mettono alla prova nelle più disparate situazioni, dando sfoggio di atti di puro eroismo come di vergognosa bassezza.
La raccolta percorre tutta la gamma dei sentimenti umani, spazia dalla tragedia alla commedia, dall’ironia alla tristezza, passando attraverso le sfaccettature dell’amore, dell’amicizia, dei rapporti familiari, e non disdegna frequenti incursioni nel mondo della letteratura. Si alternano paesaggi di città e campagna, si scende da Firenze lungo la costa della Toscana, si corre disinvolti fra gli anni e i secoli, si ricevono sorprese dal passato e si interpella la nostra memoria.
Perché raccontare e farsi raccontare storie vuol dire far risuonare qualcosa dentro di noi, è una condizione che ci appartiene e ci accomuna tutti. Perché si parla di noi.

Trilogia della frontiera, di Yuri Herrera

TITOLO: Trilogia della frontiera
AUTORE: Yuri Herrera

EDITORE: La Nuova Frontiera
TRADUZIONE: Pino Cacucci

pp. 288 Euro: 21,00

Tra le due sponde del Rio Grande si estende una terra mobile, contraddittoria, dove tutto è in transito: corpi, denaro, sogni, identità. È qui che Yuri Herrera ambienta la sua Trilogia della Frontiera, un viaggio narrativo che attraversa il confine restituendone la complessità con una lingua essenziale e potente.
Dalle vicende di Lupo, cantante di corridos immerso nei meccanismi del potere criminale, al cammino ostinato della giovane Makina, che sfida il limite invisibile tra i mondi, fino alla traiettoria enigmatica del Mediatore, ogni storia illumina un frammento di questa geografia instabile. Ne emerge un universo in cui la violenza convive con il desiderio di riscatto, e la brutalità del reale si intreccia a una dimensione simbolica e fiabesca, quasi mitica.
Con uno stile asciutto e visionario, Herrera riscrive il racconto del confine, lontano dagli stereotipi e vicino alle voci che lo abitano. Tre romanzi brevi, La ballata del re di denari, Segnali che precederanno la fine del mondo e La trasmigrazione dei corpi, che hanno ridefinito lo sguardo sulla frontiera e sulle tensioni tra Nord e Sud delle Americhe. Una trilogia che non si limita a raccontare un luogo, ma ne cattura appieno l’anima in movimento.

Il pigiama del gatto, di Ray Bradbury


TITOLO: Il pigiama del gatto
AUTORE: Ray Bradbury

EDITORE: Mondadori
TRADUZIONE: Giuseppe Lippi

pp. 240 Euro: 14,00

«Molti dei racconti che leggerete si sono impossessati di me in questo o quel momento, e non mi hanno lasciato libero finché non li ho inchiodati alla pagina.» Così Ray Bradbury descrive la genesi dei testi racchiusi nel Pigiama del gatto, l’ultima raccolta da lui pubblicata. Sono tesori d’immaginazione scritti in un lungo arco di tempo e ambientati tra il passato prossimo e un indefinito futuro. Così l’autore di Fahrenheit 451 rende omaggio ai grandi scrittori che l’hanno ispirato, da Fitzgerald a Melville, da Poe a Wilde, e trascina il lettore nel suo mondo fatto di amicizie, delusioni, paure, viaggi nel tempo, vecchie dimore e artisti perduti. Ci narra di senatori ubriachi che al gioco perdono nientemeno che gli Stati Uniti; di sposini costretti a mettere a dura prova la loro idilliaca relazione; di misteriosi stranieri che terrorizzano il vicinato con inaudite urla notturne; di donne solitarie pronte a cogliere l’ultima occasione per amare. La quotidianità, o quasi, dell’American way of life osservata dall’occhio indagatore di una geniale mente letteraria capace di rendere l’ordinario sempre sorprendente.

Le ombre tra i cipressi, di Aldo Gottardo


TITOLO: Le ombre tra i cipressi
AUTORE: Aldo Gottardo

EDITORE: Ortica Editrice

pp. 122 Euro: 12,00

In queste pagine i cimiteri diventano case della memoria, luoghi di relazione dove chi resta continua ad amare. Incontri e voci raccolte accanto a una tomba: madri, padri, amanti, figli rimasti. Ognuno racconta la propria perdita con parole semplici e necessarie, affidandomi ciò che resta dell’amore dopo l’assenza: c’è chi torna ogni giorno e chi solo quando il dolore lo permette; chi piange, chi sorride, chi continua a parlare con chi non c’è più, perché in fondo non ha mai smesso di esserci. Questo libro nasce da un silenzio che chiede di essere ascoltato. Nei cimiteri, luoghi della fine per definizione, ho scoperto invece spazi di presenza, di dialogo e di vita che continua sotto altre forme. Fermandomi davanti a lapidi sconosciute, senza domande né aspettative, ho lasciato che fossero le persone a parlare. E hanno parlato.

Vivi e morti, di Zadie Smith

TITOLO: Vivi e morti
AUTORE: Zadie Smith

EDITORE: Sur Edizioni
TRADUZIONE: Martina Testa

pp. 312 Euro: 20,00

Da quasi vent’anni Zadie Smith affianca alla sua carriera di narratrice un’altrettanto brillante attività di saggista: questa raccolta contiene una selezione di articoli, recensioni, discorsi e interventi scritti fra il 2018 e oggi, ed è un viaggio nel pensiero di un’intellettuale curiosa, inquieta e mai dogmatica che riflette sulla contemporaneità.
A partire dalla visione di un film, dalla visita a una mostra, dalla lettura di un libro, Smith tocca una varietà di temi che vanno dal multiculturalismo alla misoginia, dal conflitto generazionale allo strapotere degli algoritmi; e ancora, scende in piazza con gli ambientalisti radicali, rivendica la lotta alle diseguaglianze, la difesa degli spazi comuni, la resistenza alla disumanizzazione dell’Altro; omaggia scrittori e scrittrici che l’hanno ispirata (da Joan Didion a Martin Amis a Toni Morrison), da madre cinquantenne riflette sull’infelicità adolescenziale e, da insegnante di scrittura, consegna ai suoi allievi un monito contro i rischi delle semplificazioni identitarie.
A prescindere da quanto si concordi o si dissenta, la lucidità, la franchezza e la vivacità di queste pagine le rendono una preziosa alternativa alle lusinghe di ogni forma di intelligenza «artificiale».

Il segreto della marmellata di lamponi, di Karim Zaimović

TITOLO: Il segreto della marmellata di lamponi
AUTORE: Karim Zaimović

EDITORE: Racconti Edizioni
TRADUZIONE: Enrico Davanzo

pp. 295 Euro: 16,00

All’inizio degli anni ’90, mentre alcuni nostri “compatrioti” si aggiravano per le colline di Sarajevo tirando al bersaglio sui civili, un giovane scrittore appassionato di fumetti decise che la città aveva bisogno di un po’ di letteratura. Durante l’assedio, sulle frequenze della mitica Radio Zid, il conduttore di Giuseppe e i suoi fratelli si mise a raccontare le storie di cui i sarajevesi avevano più bisogno. Quella del celebre scrittore Nigel Breen, scomparso in circostanze misteriose dopo una vita in giro per il mondo. Del sarajevese Jakob Esalović, l’uomo che aveva ispirato Walt Disney per il volto di Pippo. Di Dobroslav Mihčić, lo scrivano che aveva narrato le sue imprese contro il vampiro Hirschfitz in un libro scampato all’incendio della Vijećnica. In una Sarajevo riportata al centro del mondo, fra biografie fittizie e sortite borgesiane, la storia e l’attualità venivano così reinventate, come l’autore stesso della loro riscrittura. Nell’ultimo racconto del Segreto della marmellata di lamponi – il testamento di quell’esperienza letteraria – il protagonista Karim Zaimović è indeciso su come far finire la sua storia. Il suo antagonista sta per sparare a caso sulla città. Quando un ordigno vero colpisce la cabina del conduttore.

Racconti e scritti coloniali, di Nakajima Atsushi


TITOLO: Racconti e scritti coloniali
AUTORE: Nakajima Atsushi

EDITORE: Ortica
TRADUZIONE: Elio Bova

pp. 346 Euro: 17,00

"Il suo animo da qualche tempo era in quello stato di indefinita inquietudine che si prova quando si ha l’impressione di aver dimenticato qualcosa. Come la sensazione oppressiva di un dovere non compiuto, annidatasi in qualche angolo buio nella testa. Tuttavia, da dove gli venisse quella pressione opprimente, lui non provava a indagare. In verità, ne aveva paura. Paura di risvegliarsi da sé. Aveva paura di pungolare qualcosa che non comprendeva". Seguendo la traiettoria biografica dell’autore e collocando su una mappa i luoghi in cui visse, emerge con chiarezza come gli spazi della sua narrativa coincidano con le aree dell’impero giapponese della prima metà del ’900: dal Giappone alla Corea, dalla Manciuria alla Cina, fino alla Micronesia. Guerre e continui mutamenti nello scacchiere geopolitico lasciavano un solco profondo nella storia. Nakajima assimilò intimamente la tensione di quegli anni, esprimendola con un’originalità che non trova paralleli tra i suoi contemporanei. Le sue opere riflettono un’inquieta meditazione su appartenenza e destino, identità e ambivalenza, sul rapporto tra Giappone e Occidente: temi che emergono con forza tanto nei racconti autobiografici quanto nelle narrazioni di ambientazione coloniale raccolte in questa antologia.

L’intimità perduta, visita agli animali. Di Jean-Christophe Bailly

AUTORE: Jean-Christophe Bailly
TITOLO: L’intimità perduta

EDITORE: Ex Orma
TRADUZIONE: Matteo Martelli

pp. 152 Euro: 19,00

Nel tempo in cui l’umano sembra occupare tutta la scena, Jean-Christophe Bailly invita a riapprendere l’intimità con il vivente, a recuperare un rapporto lento e meravigliato con gli esseri del mondo, fatto di attenzione, prossimità e rispetto.
La savana africana, dove Bailly incontra gli animali che narra, è un campo di gravità fatto di tracce, ombre e latenze. Un suono, un movimento, un gesto mostrano per ciascuno di loro un “modo di abitare il mondo”, ogni creatura è un pensiero vivente: anche una mandria in movimento, un serpente che striscia, le biblioteche segrete scavate dai tarli alle luci intermittenti delle lucciole, il volo collettivo degli storni lo sono.
Mescolando saggio letterario e prosa poetica, dialogando con i ritratti agli animali di Gilles Aillaud, Bailly ci porta a considerare la continuità tra i regni minerale, vegetale, animale; a pensare il mondo come una grande fabbrica di forme in continua metamorfosi: non solo piante e animali, ma fiumi, neve, pioggia, e anche ciò che riteniamo immobile: montagne, rocce, cristalli.
Un libro che pensa attraverso la natura, proponendo una resistenza silenziosa alla semplificazione del mondo dei viventi.

Tutti gli animali descritti in questo libro sono reali. Ma tutti, dall’orice all’oritteropo, passando per il dik-dik e l’elefante o l’irace e il facocero, tutti, senza eccezione, sono favolosi e possiedono, quando li si osserva, il prestigio di ciò che non si è mai visto prima, così come di quanto non si vedrà forse mai più.

Donne di nessuno, di Shobha Rao

AUTORE: Shobha Rao
TITOLO: Donne di nessuno

EDITORE: Neri Pozza
TRADUZIONE: Raffaella Vitangeli

pp. 224 Euro: 20,00

È una notte del destino quella del 14 agosto 1947: da un tratto di penna sull’immenso subcontinente indiano nascono due Paesi distinti, India e Pakistan. Ma i confini tracciati sulla carta sono ignari delle vite che travolgono. Così, milioni di uomini, donne, bambini si mettono in marcia in un esodo da Apocalisse, nelle opposte direzioni, esiliati da sé stessi, e da quella che fino al giorno prima era la loro terra. Un’umanità muta e prostrata, da cui affiorano alcuni volti. Sono i volti delle eroine di questi racconti, donne che, in ogni epoca e a ogni latitudine, pagano il prezzo più alto, e qui, seppur oppresse da ruoli millenari, rimangono custodi di una forza sottile. C’è una giovane restituita a un’unione senza amore dopo che il suo sposo, creduto morto, torna da un campo profughi a reclamarla; un’esule trapiantata a New York che, schiacciata dal peso del passato, precipita in una spirale di smarrimento; una ragazzina venduta, che nel silenzio prepara la sua vendetta paziente; una madre bloccata dalla parte sbagliata della frontiera per un gesto d’amore trasformatosi in condanna; una moglie che deve riassemblare i pezzi del suo matrimonio dopo una tragedia da cui è impossibile riprendersi, e un’altra ancora che vende il suo corpo per sottrarre sé stessa e il marito all’inedia. Con uno sguardo che riesce a essere spietato e insieme compassionevole, Shobha Rao racconta di storia in storia uno sradicamento violento che non può ripararsi nell’arco di una sola generazione, e le esistenze strappate e intrecciate di queste donne di nessuno, spezzate ma mai del tutto vinte.

Tutti i racconti, di Grace Paley

AUTORE: Grace Paly
TITOLO: Tutti i racconti

EDITORE: Sur
TRADUZIONE: Isabella Zani

pp. 516 Euro: 25,00

L’intera opera narrativa di una maestra della short story americana del Novecento, ammirata da generazioni di scrittori.

Edizione aggiornata con testi inediti.
I racconti che compongono questa raccolta, finalista al Premio Pulitzer per la letteratura e al National Book Award, rappresentano l’intera opera narrativa di Grace Paley: un corpus a prima vista esiguo ma di enorme rilevanza, che la consegna alla storia della letteratura come una maestra della short story americana del Novecento, ammirata da intere generazioni di scrittori, da Philip Roth e Donald Barthelme a George Saunders e Ali Smith.
Ciò che li rende unici è la loro voce, una voce vivacissima, ora colloquiale ora poetica, ora spiritosa ora malinconica, capace di illuminare e riscattare dalla mediocrità le storie quotidiane dei personaggi. È un mondo umile, poco comodo e poco ordinato quello in cui Grace Paley ha vissuto, e che racconta: una New York working class – dal Bronx al Lower East Side – fatta di famiglie chiassose, bisticci, pettegolezzi, storie di sesso e divorzi, un miscuglio di razze e culture che coesistono non sempre pacificamente, di generazioni che stentano a capirsi.
Solo una grande scrittrice poteva riuscire a trasferirlo sulla pagina con una tale concisione, grazia e potenza: nelle frasi brevi e ricchissime, nelle immagini mai banali si legge l’amore radicale e rivoluzionario di un’artista per l’intero genere umano, in tutta la sua imperfetta molteplicità.

Safari artico, Jørn Riel

AUTORE: Jørn Riel
TITOLO: Safari artico

EDITORE: Iperborea
TRADUZIONE: Silvana Lucia Convertinii

pp. 192 Euro: 17,50

Libro culto di Jørn Riel sulla Groenlandia e sull’estremo Nord, in cui humour e divertimento sono il modo per sopravvivere alle solitudini artiche e raccontare il lato più vero degli esseri umani.

Diciannove anni e un sogno: l’avventura nelle incontaminate distese di ghiaccio del Polo Nord. Diventare un cacciatore artico, capace di confrontarsi con una natura grandiosa di gigantesche montagne, interminabili fiordi, immensi laghi e ghiacciai, e in quel mettersi alla prova, trovare il se stesso sconosciuto che si porta dentro. È questo che vagheggia Anton, in viaggio verso la costa nordorientale della Groenlandia. Ma dopo l’esaltazione degli inizi, dopo aver imparato a cacciare, a sopravvivere, a condurre i cani da slitta, la monotonia della quotidianità comincia a insinuare i primi dubbi, il pentimento, la nostalgia. Ed è proprio allora che Anton diventa davvero parte di quel mondo di rudi cacciatori, con le loro personalità fuori misura, che non potrà più abbandonare. Lo humour e il divertimento sono gli ingredienti di queste avventure nell’estremo Nord: accanto al veterano Mads Madsen, ecco Joenson il tatuatore, il Luogo tenente Hansen, il filosofo Herbert con l’inseparabile gallo Alexander, tutti più o meno innamorati della bella Emma, affascinante frutto delle loro fantasie, che per un anno intero passa di cuore in cuore e di letto in letto, e infine l’indomabile lady Herta, arrivata per organizzare, con la sua britannica imperturbabilità, un safari artico. Storie in cui la comicità si mescola a una nascosta poesia e alla testimonianza umana di vite che, nelle loro follie, nella loro elementare semplicità e saggezza, restano improntate all’autenticità e a una fondamentale solidarietà.

Le nostre madri, di Gemma Ruiz Palà

AUTORE: Gemma Ruiz Palà
TITOLO: Le nostre madri

EDITORE: Voland
TRADUZIONE: Tiziana Camerani e Francesco Ferrucci

pp. 320 Euro: 20,00

Un invito a cena dà finalmente occasione a dieci donne di parlare di sé. C’è Lali, a cui la dittatura franchista aveva inculcato la “scienza della famiglia”; Dolors, costretta a sdoppiarsi per nascondere la propria omosessualità; Gabriela, che deve convivere con l’amputazione dalla famiglia dopo essere emigrata; Bet, architetta sopraffatta dal carico mentale; Lana, nipote di un eroe georgiano e filologa, imprigionata nello stereotipo della donna dell’Est; Mireia, insegnante in rivolta contro programmi scolastici obsoleti. Tutte hanno lottato e lottano per prendere in mano il proprio destino, diventando protagoniste di piccole e grandi rivoluzioni personali. Narrazione polifonica che affronta la questione femminile attraverso le epoche, storia di attivismo e sorellanza, celebrazione letteraria gioiosa e toccante, Le nostre madri racconta con esplosiva ironia e una partecipazione priva di qualsiasi retorica quanto una generazione ha fatto e quanto ancora c’è da fare per smontare l’impalcatura patriarcale della nostra società.

Bewitched. Storie spettrali, di Edith Warton

AUTORE: Edith Warton
TITOLO: Bewitched. Storie spettrali

EDITORE: Giunti
TRADUZIONE: Gaja Cenciarelli

pp. 320 Euro: 18,00

"Camminava con passo deciso e io la seguivo allo stesso ritmo. Poi lei attraversò i campi aperti per raggiungere il villaggio. Il terreno era bianco e, mentre saliva il pendio di una collina spoglia, notai che non lasciava impronte dietro di sé."

Edith Wharton è da tempo considerata una delle stelle più luminose nel firmamento della letteratura americana. Nota soprattutto per i suoi romanzi, era però anche scrittrice abilissima ed elegante di storie di spettri. “Non credo ai fantasmi, ma ne ho paura” dichiarerà famosamente; perché “è ben al di sotto della nostra ragione cosciente che risiede la facoltà con cui li percepiamo.” 
Questa nuova raccolta selezionata da Mike Ashley include undici racconti inediti o raramente antologizzati provenienti dalla collezione della British Library. Rese nella raffinata traduzione di Gaja Cenciarelli, queste gemme assolute meritano un posto d’onore tra le più belle e inquietanti storie di spiriti e di paura di tutti i tempi.

La riparazione, di Marcella Filippa

TITOLO: La riparazione.
Donne che rammendano il mondo

AUTORE: Marcella Filippa

EDITORE: Lindau

pp. 176 Euro: 19,00

Questo volume raccoglie venti profili di donne europee vissute nel ’900, in un tempo di conflitti, violenze, persecuzioni. Private di ogni libertà, talvolta anche della vita stessa, nella loro esistenza hanno praticato l’arte della riparazione, ovvero quella antica del rammendo, attraverso il canto, la musica, l’arte, la scrittura, la poesia, il fare quotidiano, la filosofia, la compassione, la carità, il nomadismo, l’impegno politico, la resistenza esistenziale, per contrastare la barbarie che le assediava e tentare di costruire un mondo nuovo e pacificato.
L’autrice narra le loro storie con una scrittura evocativa ed empatica, attingendo a innumerevoli fonti storiche, letterarie, narrative, artistiche e filmiche, con il non celato intento di aiutarci a vivere l’oggi con consapevolezza e speranza. Perché anche nella notte più buia, l’aurora giunge puntuale e la luce torna a illuminare, silenziosa e potente, la scena del mondo.
Il testo è arricchito della postfazione di Marco Baliani, attore e padre del teatro di narrazione.

Lettere dal vento, di Dazai Osamu

AUTORE: Dazai Osamu
TITOLO: Lettere dal vento

EDITORE: Elliot
TRADUZIONE: Massimiliano Tommasi

pp. 164 Euro: 18,00

Autore caposaldo del Novecento giapponese noto per la vita dissoluta e per gli innumerevoli tentativi di suicidio – le sue opere, ma anche la sua figura, hanno ispirato svariati anime contemporanei –, Dazai Osamu è stato uno scrittore radicato nella sua realtà e al contempo aperto alle influenze della cultura europea e classica. Nelle sue storie, le suggestioni occidentali si sono armoniosamente coniugate con l’impianto narrativo orientale, con un’attenzione per il particolare in cui riecheggia lo stile poetico degli haiku. La raccolta comprende dodici racconti, per la maggior parte inediti in Italia, in cui emerge un aspetto poco noto e studiato dell’autore: la fascinazione per il cristianesimo. La speranza ma, soprattutto, l’inquietudine, il senso di inadeguatezza e di disagio interiore dei personaggi intessono un discorso di protesta contro Dio, esortando il lettore a riesaminare le dinamiche del rapporto tra il divino e l’individuo. Racconti intrisi di simboli religiosi e della sfrontatezza dell’autore che rappresentano un’opportunità significativa per riscoprirne le opere in contesti narrativi inaspettati.

Taccuini, di Sonny Rollins

TITOLO: Taccuini
AUTORE: Sonny Rollins

EDITORE: Il Saggiatore
TRADUZIONE: Marco Bertoli

pp. 200 Euro: 19,00

Nella storia della musica jazz, come Sonny Rollins non c’è mai stato nessuno. Leggenda vivente, già presente sulla scena sul finire de gli anni quaranta, quando il jazz si stava rinnovando nel bebop, e all’apice della carriera a neanche trent’anni con l’album Saxophone Colossus del 1957, Rollins con ferrea disciplina ha continuato per oltre cinquant’anni a rinnovarsi, sperimentare e «inventare» suoni mai sentiti prima, alternandoli a riflessioni teoriche ed esistenziali. Di tutta questa esistenza, di tutta questa musica, i Taccuini, finora inediti, trattengono il lavoro mentale che c’è stato dietro: le riflessioni, i dubbi, le impressioni, le poesie, le improvvisazioni. 
Compilati in modo discontinuo e apparentemente disordinato dal 1957 al 2010, i diari qui raccolti restituiscono invece un ritratto d’insieme di assoluta coerenza, in cui la pratica strumentale di Rollins viene più volte sviscerata e analizzata, con esempi che si affiancano a ragionamenti più ampi sulla teoria musicale. Lo stile di Rollins è immediato e sincero, talvolta oscuro, frutto di una mente vulcanica che si muove dalla cultura indù all’esoterismo, alla politica americana, dall’ecologismo all’anatomia umana. Il cuore pulsante però è sempre la musica, quella antica e quella dei suoi contemporanei, come Thelonious Monk o il «maestro» Miles Davis. 
I Taccuini di Sonny Rollins non sono solo un prezioso vademecum per musicisti, ma la chiave per chiunque voglia entrare nel laboratorio di un pioniere dell’arte del Novecento, una figura per certi versi ancora misteriosa e sfuggente dopo oltre 60 album pubblicati, che ha lasciato un segno indelebile nella storia del jazz e della musica tutta. Il testamento artistico, politico e umano di uno dei più grandi sassofonisti di sempre.

Vendo tiroide causa doppio regalo, di Alessandro Gori

TITOLO: Vendo tiroide causa doppio regalo
AUTORE: Alessandro Gori

EDITORE: Nottetempo

pp. 252 Euro: 18,00

Vendo tiroide causa doppio regalo si apre con un dialogo tra Natalia Ginzburg e Alessandro Gori: un confronto serrato in cui la scrittrice incalza lo scrittore con un’ironia affilata, ne mette alla prova la sicurezza e lo spinge a continui scarti e divagazioni. È all’interno di questo scambio che affiorano – quasi loro malgrado – i due nuovi libri dell’autore.
I dolori del giovane redneck raccoglie prose che rievocano un’infanzia e una giovinezza scombinate ma luminose: i buffet delle prime comunioni, le estati in Riviera, i fumetti bonelliani, i riti minimi di provincia, le piccole epifanie domestiche. Ma questa elegia intima è squarciata dalle interferenze del presente, popolate da figuranti grotteschi della cultura contemporanea: Rocco Siffredi martire pop, Blanco in modalità berserk, la crisi di Francesco Totti e Ilary Blasi che diventa una via crucis di barzellette, i classici omicidi seriali nei circoli romani. Apparizioni che corrompono l’idillio e dischiudono l’abisso.
Canzoniere del danno catastrofale accosta gioco, irriverenza e invenzioni verbali a un nucleo più oscuro: poesie in cui la malattia e la finitezza emergono con una ilarità isterica e vertiginosa – neoplasie che prendono la forma della testa di parroci di campagna, serpenti arrotolati a stampelle che deambulano come persone, il cellulare metafisico di Laura Antonelli. La quotidianità dell’agonia che si increspa in allucinazioni tanto comiche quanto raggelanti.
Ne nasce un libro originale e inquieto, in cui l’umorismo nero non consola ma illumina, con precisione crudele, ciò che a volte è meglio non guardare.

Ormai non poteva succedere più nulla, di Henry James

TITOLO: Ormai non poteva succedere più nulla. Taccuini
Romanzi e racconti epistolari
AUTORE: Henry James

EDITORE: Adelphi

pp. 562 Euro: 26,00

Nel 1787, appena dodicenne, Jane Austen diede inizio a quella che sarebbe diventata una fortunata e prolifica carriera di scrittrice. In questa raccolta vengono riuniti racconti e romanzi brevi, compiuti e incompiuti, della produzione giovanile che, scritti in forma di lettere, consentono a Jane di mettere alla prova la propria arguzia, la verve ironica e l?inimitabile capacità di intreccio che avrebbero caratterizzato capolavori come Orgoglio e pregiudizio. Dal matrimonio lampo di Amelia Webster fino alle trame ordite dalla subdola antieroina di Lady Susan, passando per gli intrighi di Le tre sorelle e le fanciulle facili allo svenimento di Amore e amicizia, la Austen forma nel corso di quegli anni il suo gusto per la narrazione e si avvicina ai te mi che finiranno per comporre i celebri romanzi dell?età adulta: le famiglie, i matrimoni, i pregiudizi, le inettitudini, le falsità, gli spiriti nobili e la satira romantica. Un genere letterario, quello epistolare, che la grande autrice rende vivo grazie a uno stile unico che ac com pagna da secoli i suoi lettori

Il vincolo della vergona, di Carlo Ginzburg

TITOLO: Il vincolo della vergogna
AUTORE: Carlo Ginzburg

EDITORE: Adelphi

pp. 275 Euro: 28,00

«Il paese al quale apparteniamo non è, come vuole la retorica, quello che si ama, ma quello di cui ci si vergogna, o di cui ci si può vergognare»: questa frase, tratta dal saggio che dà il titolo al nuovo libro di Carlo Ginzburg, ha suscitato, dopo un attimo di sconcerto, il consenso delle persone più diverse, anche se il peso della vergogna cambia a seconda dei tempi, e da paese a paese. Ma il vincolo che deriva dalla vergogna ci invita a riflettere sui limiti della nozione stessa di individuo: il filo conduttore dei saggi qui raccolti, che affrontano in maniera obliqua un autore, un libro, un’immagine, una frase, addirittura una parola. L’analisi approfondita di casi particolari apre la strada a una serie di generalizzazioni, a risposte che provocano altre domande. Parlare di microstoria, a proposito di questa strategia cognitiva, sembra legittimo: ma i risultati sono più importanti delle etichette. Chi legge è invitato a condividere la gioia della ricerca, e l’incontro con l’inaspettato.