I segreti di tutti, di Benedetto Saraceno

TITOLO: I segreti di tutti

AUTORE: Benedetto Saraceno

EDITORE: Marcos Y Marcos

PP. 240 Euro: 18,00

“Aveva una libreria in un quartiere popolare e tutti lo spingevano a farne una cartolibreria, con materiali per la scuola e qualche giocattolo. I libri dovevano, secondo molti, occupare al massimo un terzo dello spazio e il resto suddiviso fra cartoleria e giochi. Lui, il Rino, resisteva e diceva che no, che i libri sono sacri e si mischiano solo con altri libri”.

Vorremmo addentare la focaccia calda di Ugo Baretta, che capisce il linguaggio delle sirene; impedire al piccolo Francesco di oscurarsi il futuro obbedendo a sua madre. Andare alla presentazione organizzata dal libraio Rino in un giorno di neve. Con che gusto, buttiamo Cosimo Cecchi giù dall’auto!
Ma davvero non possiamo concederci, sul Monte Amiata, un’oasi di leggerezza in piena guerra?
All’autore di questi racconti bastano pochissime parole per creare un mondo palpabile, fatto di personaggi vivi e veri. Una volta lanciato l’incantesimo, illumina con storie variopinte, e infinita tenerezza, imbarazzi, dubbi, illusioni che tutti coltiviamo in segreto.

Mostri meno noti del ventunesimo secolo, di Kim Fu

TITOLO: Mostri meno noti del ventunesimo secolo

AUTORE: Kim Fu

EDITORE: Racconti Edizioni TRADUZIONE: Chiara Reali

PP. 248 Euro: 18,00

Da quando l’essere umano ha dovuto ridimensionarsi di fronte a tecnologie più indomabili di Frankenstein, a cambiamenti troppo grandi e repentini, alla minaccia di un’estinzione, la letteratura si è ritrovata infestata da mostri sempre più famigerati. Il futuro sa però insinuarsi anche in modo surrettizio. Chi sono i mostri meno noti del secolo in cui viviamo?
I mostri di Kim Fu ci appaiono come deformati in uno specchio del domani, e se ci siamo ormai resi conto che al potenziamento delle tecnologie non corrisponderà alcun miglioramento di chi ne usufruisce, nelle mostruosità dei loro volti è un diverso «segno dell’età» quello che traspare: il futuro è in realtà un megafono. I mondi virtuali, le simulazioni, le piattaforme social, ma anche gli ambienti lavorativi, i nuovi modi di vivere la coppia, non fanno che amplificare le nostre vibrazioni più profonde – fobie, ansie e ossessioni tipiche di un mondo non più a misura d’umano ma di sovrumano, dove nel super non c’è solo il nuovo, ma quanto di più recondito portato all’eccesso, messo radicalmente a nudo.
Cosa ci aspetta? Una stampante 3d per recuperare i nostri corpi deceduti; perfetta per uccidere il proprio partner dopo un litigio. Un cubo per controllare il tempo; e non è detto che serva solo a ringiovanire. La possibilità di rivivere momenti persi con i nostri cari; ma a quale prezzo? Forse non serve prepararsi al peggio, piuttosto ci converrà scoprire chi siamo e siamo sempre stati.

Il mago Maugraby, di Jacques Cazotte

TITOLO: Il mago Maugraby

AUTORE: Jacques Mugraby

EDITORE: L’Orma TRADUZIONE: Eusebio Trabucchi, Alessandro Trasciatti

PP. 192 Euro: 22,00


Buono il Maugraby non lo è stato neanche da bambino. Figlio di un sortilegio e servitore fedelissimo di Zatanai, al quale si è consacrato per naturale vocazione e brama di potere, questo mago sadico e affascinante, che con un sol colpo di bacchetta può scendere nelle viscere della Terra e trasformare gli umani in animali, si aggira sotto mentite ed efficacissime spoglie pronto a seminare panico e dolore ovunque posi piede. Il suo obiettivo? Incantare e rapire quanti più principi e principesse per farne schiavi e rampolli e assoggettare così l’intero pianeta. Uno dopo l’altro ha già messo in ginocchio i fatati e sgargianti regni di Persia, Egitto e Tartaria, ma presto o tardi anche il suo trono di terrore finirà per vacillare…
Pubblicate nel 1789, le storie de Il mago Maugraby fanno parte del prosieguo de Le mille e una notte al quale Jacques Cazotte consacrò i suoi ultimi sforzi letterari. Attingendo all’immaginario di quell’inesauribile fonte di narrazioni, Cazotte ha saputo inventare una Sherazade dalla voce roca, cantrice ed emblema di un Settecento inquieto.

«Ti ricordi, sorella mia, di quel certo Maugraby, con il quale ci spaventavano quando eravamo bambine? Non ci dicevano sempre che se non avessimo fatto le brave il Maugraby sarebbe venuto a prenderci? È di questo Maugraby che vorrei sentirti parlare: se un tempo la sua storia mi faceva tanto paura, oggi trovo giusto essere risarcita dal piacere di ascoltarla, e non corro più il rischio che mi procuri brutti sogni.» La bella Sherazade, rendendosi conto che la curiosità della sorella non dispiaceva al sultano, si mise subito a raccontare quanto segue…

Destini peggiori della morte, di Kurt Vonnegut

TITOLO: Destini peggiori della morte

AUTORE: Kurt Vonnegut

EDITORE: Bompiani TRADUZIONE: Vincenzo Mantovani

PP. 288 Euro: 15,00

“Si tratti di interventi pubblici, di articoli o di prefazioni e saggi opportunamente e brillantemente organizzati, i capitoli di questo libro sono sempre di racconto e di memoria. Erede di Twain, di Swift, di Dickens, Kurt Vonnegut finisce sempre per conversare con il suo lettore mescolando sapientemente le storie e i commenti, divagando con ordine nello svolgimento dei suoi temi abituali: l’assurdo della civiltà in cui viviamo, la stupidità del potere, il dovere del rispetto e dell’amore per il nostro prossimo. Pochi valori sicuri, vissuti e dispiegati, aiutano a rivelare la bruttezza del mondo, delle leggi sociali che ci costringono e ci opprimono, ma anche la sua bellezza, e l’amicizia, l’amore, gli affetti famigliari, la lotta per la giustizia, lo humor, la speranza. Nonostante tutto. Una delle menti più libere del nostro tempo ci insegna a guardare attorno a noi e oltre di noi con vera curiosità e generosità.” Goffredo Fofi

Come ogni cosa in questo paese, di Colum McCann

TITOLO: Come ogni cosa in questo paese

AUTORE: Colum McCann

EDITORE: Feltrinelli TRADUZIONE: Marinella Magrì

PP. 128 Euro: 15,00

Colum McCann scrive tre potenti racconti sulla forza mitica dell’Irlanda e dei suoi abitanti. Nella storia che dà il titolo al volume, Katie, un’adolescente di quindici anni, deve scegliere tra la fedeltà al padre cattolico e la gratitudine verso i soldati inglesi che hanno appena salvato la loro vecchia cavalla dalle acque del fiume in piena. Nelle parole e nei pensieri di Katie la natura è viva e sembra essere testimone dell’inesorabile sorte della cavalla che, come la mamma e il fratellino, e “come ogni cosa in questo paese”, deve morire.
Nel secondo racconto – Legno – dopo l’ictus del padre, Sam, di dieci anni, e sua madre trascorrono alcune notti a lavorare nella segheria di famiglia per fabbricare quaranta aste ben levigate per le bandiere che sfileranno durante una marcia dei Protestanti. Ma dovranno stare attenti a non farsi udire per non insospettire il padre che vive immobilizzato a letto.
In Sciopero della fame, il tredicenne Kevin viene portato dalla madre a Galway, per fuggire dalle proteste e dagli scontri che infiammano il Nord del paese. Si ritrova in un luogo che trova “stupido”, in cui tutto gli è estraneo, dove è solo e non ha amici, mentre suo zio, militante dell’IRA, sta facendo lo sciopero della fame in un carcere. Kevin si sente ai margini e decide di replicare l’esperienza di suo zio tracciando all’interno della roulotte in cui vive con la madre un perimetro equivalente alle mura di una cella, e gettando via il cibo di nascosto per qualche giorno: se non può riabbracciare lo zio, almeno può sentire sulla propria pelle quello che sta vivendo. Un incontro con una coppia di anziani lituani sembra accendere un puntino di luce nelle giornate buie di Kevin, ma solo fino alla notizia dello zio, quella definitiva.

La finestra sui tetti e altri racconti con Martin Bora, di Ben Pastor

TITOLO: La finestra sui tetti e altri racconti con Martin Bora

AUTORE: Ben Pastor

EDITORE: Sellerio TRADUZIONE: Luigi Sanvito

PP. 416 Euro: 16,00

La saga in giallo dedicata al tragico, malinconico ufficiale della Wehrmacht ha un carattere romantico che nei racconti viene accentuato ancor più che nei romanzi. Proprio perché centrati sull’eroe solitario sconfitto in partenza.
Nel 1941, in un villaggio ucraino abbandonato dai sovietici, von Bora in-contra Vladimir Propp, lo scienziato leningradese che scoprì lo schema universale della fiaba popolare; con un tale esperto di folklore al fianco, inizia a investigare sull’omicidio di una strega-prostituta.
Anche negli altri racconti, è come se l’amletico detective cercasse nella più attenuata assurdità del delitto un riparo dalla più grande assurdità della guerra; ad aiutarlo, in questa fuga in una norma paradossale, è come se ci fosse un secondo personaggio, un quasi nemico-amico, volontario o meno.
A Praga nel 1942, mentre Heydrich pianifica la soluzione finale per gli ebrei cechi, sono due vecchietti nel cortile sotto alla finestra che attraggono la sua attenzione durante un’indagine su un collaborazionista assassinato. Il pensiero della moglie Dikta è il dolce veleno che lo toglie dal giaciglio d’acciaio di Stalingrado. Il vecchio maestro che denuncia il figlio ai nazisti, in un villaggio della Russia occupata, riporta Martin a una vendetta familiare in quelle terre di sangue.
Le altre storie della seconda parte hanno luogo sotto i cieli più luminosi dell’Italia occupata. Un delitto passionale nel veronese del ’43 che coinvolge un prete, le guardie di Salò, una vedova. Un gioielliere a Littoria ucciso per una spilla dal nome allusivo, il nodo d’amore. Un vecchio su un treno, in Toscana nel 1944, che racconta dell’omicidio di due amanti. Una specie di faida familiare sull’Appennino e l’astuzia di un partigiano.
L’opera narrativa di Ben Pastor è la biografia ideale di un uomo tormentato dal delitto e dalla guerra, in cui è incarnato il dramma feroce di una parte degli ufficiali della Wehrmacht sotto Hitler. La storia di un Io diviso: un uomo giusto dentro una divisa sbagliata, un investigatore angosciato dall’insensatezza del dovere in mezzo ai milioni di assassinati dalla guerra.

L’assedio di Roma e altri scritti inediti, di Jules Verne

TITOLO: L’assedio di Roma e altri scritti inediti

AUTORE: Jules Verne

EDITORE: Clichy TRADUZIONE: Giovanni Maria Rossi

PP. 472 Euro: 25,00

Una straordinaria collezione inedita che rivela tutto il gusto per l’avventura e il mistero di uno scrittore intramontabile

A Nantes, un predicatore di ritorno dalla Terra Santa tiene un sermone in una vecchia chiesa abbandonata. Mentre la folla prende posto, si sentono improvvisamente grida di orrore provenire dal campanile: la campana è caduta sui parrocchiani, e toccherà a un giovane avvocato far luce su questo evento, che non pare affatto un incidente. Un prete nel 1835 è il primo romanzo di Jules Verne ed è qui in compagnia di altri piccoli, grandi gioielli. Con L’assedio di Roma, abbiamo una tragica storia d’amore ambientata nel Risorgimento italiano; ci sono poi le storie di Pierre-Jean, galeotto dal cuore grande, San Carlos, il contrabbandiere spagnolo, e dell’inimitabile marchese Anselmo dei Tigli. Infine, scopriamo la bozza dell’ultimo romanzo di Jules Verne, Viaggio di studi, ambientato in Africa centrale, interrotto dalla morte dell’autore. Una collezione di avventure che farà la gioia di ogni appassionato di Verne.

TITOLO: La strega

AUTORE: Shirley Jackson

EDITORE: Adelphi TRADUZIONE: Silvia Pareschi
PP. 66 Euro: 10,00

Tre dei racconti qui riuniti hanno come protagoniste quelle creaturine infide, pericolose, enigmatiche che Shirley Jackson conosceva molto bene per aver cresciuto quattro «demoni», come chiamava – scherzosamente ma non troppo – i figli. Un bambino che, viaggiando in treno, vede streghe ovunque, e non è detto che non abbia ragione. Una ragazza che, sotto gli occhi di un presunto adulto un po’ alticcio, sfoggia un sapere e una saggezza apocalittici, mentre nella stanza accanto gli invitati a una festa sproloquiano sul futuro del mondo: «Non credo proprio che abbia molto futuro,» sentenzia con placido e inquietante distacco «almeno per com’è adesso ... Se quando lei era giovane la gente si fosse spaventata davvero, oggi non saremmo messi così male». E uno scolaretto che ne combina di tutti i colori, forse invisibile ma non per questo assente, come diceva sant’Agostino dei defunti, benché il marmocchio in questione sia vivo e vegeto. Tre boîtes à surprise con le quali Shirley Jackson suscita, a partire dal candore arcano dei ragazzi, sorrisi e brividi glaciali in egual misura. Senza rinunciare a condurci, al seguito di una donna che deve farsi estrarre un molare, nel suo territorio d’elezione: quella zona d’ombra ai confini della follia dove le cose note perdono i loro connotati familiari e appaiono estranee e perturbanti, dove un luciferino sconosciuto, materializzatosi dal nulla al nostro fianco, può prenderci per mano e, in un battito di ciglia, portarci a correre sulla sabbia calda, mentre le onde «tintinnano come campanelli sulla spiaggia» e «i flauti suonano tutta la notte».

Il ladro in caserma, di Tobias Wolff

TITOLO: Il ladro in caserma

AUTORE: Tobias Wolff

EDITORE: Racconti Edizioni TRADUZIONE: Angela Tanfo
PP. 112 Euro: 13,00

In tutte le storie di Tobias Wolff qualcuno sta mentendo. E da narratore consumato, anche in questa sua prima novella con cui ha vinto il PEN/Faulkner Award, lo scrittore americano ci lascia interdetti a chiederci chi sia innocente e chi colpevole, chi dice la verità e chi mente fra i tre protagonisti, giovani affratellati dal senso cameratesco di chi è in attesa di partire per il Vietnam, un posto che nessuno di loro saprebbe indicare su una carta geografica, tutti alle prese con l’assurdità di una divisa verde oliva e degli addestramenti alla morte da amministrare e ricevere. Mai così lontani da casa, i tre paracadutisti sono gli ultimi arrivati al campo e si scontrano con un gruppo di uomini compattati dalla guerra e dall’atmosfera ovattata e disumana della caserma.
È il Quattro di luglio quando si trovano per la prima volta: devono presidiare con la loro vita e i fucili di cui sono equipaggiati un deposito di munizioni sperso nel niente. Il diktat è chiaro: sparare a vista. È un compito insensato tanto più che dalle foreste circostanti si levano delle fiamme sempre più minacciose, ma da quelle scintille e da quella sensazione di assedio potrebbe nascere qualcosa di più di una solidarietà di corpo: un’amicizia.
In un ’68 di cui si intuiscono solo i riverberi, Wolff mette in scena un racconto epico in cui tre ragazzi sono chiamati a farsi uomini e il prezzo da pagare per un errore commesso rischia di essere incalcolabile. Come scrive Marco Peano nella prefazione a questo libro, in ballo c’è «il mistero della giovinezza, l’età della vita in cui le scelte compiute d’impulso – e talvolta anche le più ponderate – sono destinate a riverberare per sempre».

Fiabe centimetropolitane, di Elio

TITOLO: Fiabe centimetropolitane

AUTORE: Elio

EDITORE: La Nave di Teseo
PP.
176 Euro:16,00


"Surreale è tutto ciò che non potrebbe mai succedere. Ma se poi succedesse lo stesso? A questa domanda Elio ha sempre cercato di rispondere, con le sue canzoni e ogni altro mezzo, costruendo castelli di ipotesi in aria che acquistavano realtà via via che sollevavano pinnacoli immaginari: oggi nessuno più dubita dell’esistenza di un vitello dai piedi di balsa. Trenta secoli di buon senso ci hanno fatto credere che una fiaba con animali, da Esopo in poi, sia solo un modo cifrato di parlare della realtà: la cosiddetta allegoria. Ma c’è ben altro nel dare la parola alle bestie. Una minaccia per l’ordine delle cose, e una speranza di riscatto per tutti gli universi paralleli. Se poi la fiaba finisce nel mirino alieno di uno scrittore (e scrittore Elio lo è sempre stato, almeno da quando lo è diventato) per il quale il surreale non ha niente di irreale, allora le storie si tendono al verosimile, le bestie non spacciano più pillole di velato buon senso, ma si limitano a vivere la loro vita quietamente assurda infischiandosene di noi lettori stupiti ed esilarati, e la lettura si trasforma in una specie di iniziazione. La zoologia del pianeta Elio non contiene solo giraffe, pettirossi e grillitalpa, ma opera innesti nei regni cosiddetti naturali, e genera alberi antropomorfi, nobiluomini di cristallo e di cotone, autoarticolati ambiziosi, ammaestratori di cozze, coccodrilli idrosolubili e via surrealizzando. Si ride molto, ma anche per difendersi, giacché sotto sotto serpeggia la stessa inquietudine che circola nei capolavori di Lewis Carroll: che il surreale sia soltanto il reale di qualcun altro." (Davide Tortorella)

Boule De Suif, di Guy de Maupassant

TITOLO: Boule De Suif

AUTORE: Guy de Maupassant TRDUZIONE: Franca Brea

EDITORE: Mattioli 1885
PP.
112 Euro:10,00

Pubblicata nel 1880 nella raccolta Les soirées de Médan e ispirata a un fatto di cronaca, la novella è ambientata nell’inverno del 1870. Per sfuggire all’invasione prussiana a Rouen, dieci persone prendono una diligenza. Con loro c’è anche la mantenuta Élisabeth Rousset, soprannominata ‘Boule de Suif ’ (palla di sego). Costretti a passare la notte a Tôtes, i viaggiatori vengono fermati da un ufficiale disposto a lasciarli ripartire, ma a una condizione: Boule de Suif dovrà concederglisi. Sacrificatasi per i suoi compagni, una volta ripreso il viaggio, la donna sarà da loro disprezzata e isolata. Uno specchio vivo, reale e senza tempo del perbenismo e dell’ipocrisia.
Il volume è inoltre arricchito da alcuni meno noti racconti dell’autore.

Tu ed io e altri racconti, di Andrej Donatovič Sinjavskij

TITOLO: Tu ed io e altri racconti

AUTORE: Andrej Donatovič Sinjavskij

EDITORE: Voland
PP.
208 Euro:18,00


A partire dal 1959 giunsero clandestinamente in Occidente alcuni testi d’impianto fantastico-grottesco firmati da Abram Terc. Quando venne appurato che dietro il misterioso Terc si nascondeva l’intellettuale moscovita Andrej Sinjavskij, le autorità politiche diedero avvio a un processo, celebrato nel 1966, che ebbe enorme risonanza dentro e fuori il paese, alla fine del quale Sinjavskij fu condannato a sette anni di gulag per attività antisovietica. Sei racconti, di cui uno finora inedito in Italia, dal potente effetto straniante, che ruotano intorno ai temi della colpa, della marginalità della creazione artistica, dello scontro con il sistema e della solitudine.

Tutti i racconti, di Abraham B. Yehoshua

TITOLO: Tutti i racconti

AUTORE: Abraham B. Yehoshua TRADUZIONE: Alessandro Guetta, Alessandra Shomroni

EDITORE: Einaudi
PP. 480 Euro:14,50


Il libro raccoglie tutti i racconti scritti da Yehoshua: dodici storie pervase da atmosfere surreali, nelle quali i personaggi si muovono in bilico tra sogno e realtà, preda di un disagio che si trasforma in stanchezza, in un bisogno incontrollato di dormire. Sono dei perdenti, gli «eroi» di Yehoshua; uomini stanchi, incapaci di raggiungere i propri scopi, privi di certezze. Nemmeno i sentimenti sono un’ancora di salvezza, gli equilibri familiari sono fragili, gli amori disillusi. Eppure, il tormento e la disperazione appaiono lontani: ironia e divertimento sono la cifra di una prosa intensa, coinvolgente e tuttavia leggera. Una prosa che dimostra il talento narrativo che ha fatto di Yehoshua uno dei maggiori esponenti della letteratura israeliana.

Il messaggio dell'imperatore, di Franz Kafka

TITOLO: Il messaggio dell'imperatore

AUTORE: Franza Kafka

EDITORE: Adelphi TRADUZIONE: Anita Rho
PP. 403 Euro: 14,00

Il messaggio dell’imperatore è la prima e più celebre raccolta di racconti di Kafka che sia apparsa in Italia. Il volume contiene i seguenti testi: La condanna; La metamorfosi; Il nuovo avvocato; Un medico condotto; In galleria; Una vecchia pagina; Sciacalli e Arabi; Una visita nella miniera; Il prossimo villaggio; Il cruccio del padre di famiglia; Undici figli; Un fratricidio; Un sogno; Una relazione accademica; Nella colonia penale; Primo dolore; Una donnina; Un digiunatore; Josefine la cantante; La costruzione della muraglia cinese; Intorno alla questione delle leggi; Lo stemma della città; Delle allegorie; La verità su Sancio Pancia; Il silenzio delle sirene; Prometeo; Il cacciatore Gracco; Il colpo contro il portone; Un incrocio; Il ponte; Piccola favola; Una confusione che succede ogni giorno; Il cavaliere del secchio; Una coppia di coniugi; Il vicino; La tana; La talpa gigante; Indagini di un cane.
«L’imperatore – così dice la leggenda – ha inviato a te, singolo individuo, miserabile suddito, ombra minuscola fuggita dall’abbagliante sole imperiale nelle più remote lontananze, proprio a te ha inviato un messaggio dal suo letto di morte». - Franz Kafka

Madri, padri e altri, di Siri Hustvedt

TITOLO: Madri, padri e altri

AUTORE: Siri Hustvedt

EDITORE: Einaudi TRADUZIONE: Gioia Guerzoni
PP.
352 Euro: 22,00


«Siamo tutti, in un modo o nell’altro, fatti di ciò che definiamo “memoria”, non solo i brandelli di immagini che si sono consolidati ripetendo le nostre storie, ma anche i ricordi che abbiamo introiettato senza capire – il profumo che porta con sé qualcosa che abbiamo perduto o un gesto o il tocco di una persona che ce ne fanno venire in mente un’altra, oppure un suono, vicino o lontano, che scatena una paura sconosciuta». È proprio da qui, dalle sue esperienze personali, da quella «memoria» nel senso piú ampio e profondo che Siri Hustvedt parte per una sorprendente esplorazione attraverso il mondo delle arti e l’universo delle scienze, alla ricerca di quello che c’è alla base del nostro modo di pensare, di agire, di amare. Dalle figure femminili che hanno avuto un ruolo centrale nella sua vita – la nonna paterna Tillie, protagonista di tanti ricordi d’infanzia, la madre Ester, «una donna particolare» di cui ha amato ogni sfaccettatura, la figlia Sophie – alle ideali madri artistiche, come Djuna Barnes, che l’hanno accompagnata negli anni della formazione; dalla riflessione sul concetto stesso di maternità all’interno di una cultura plasmata dal patriarcato a una fine analisi delle ragioni che si celano dietro la misoginia; dal mistero che lega indissolubilmente il lettore a un libro come Cime tempestose alla magia delle mille forme della finzione letteraria; dalla fugacità della percezione dell’arte negli occhi di chi la osserva a un’affascinante panoramica delle opere di Louise Bourgeois. I venti saggi di Madri, padri e altri toccano alcune delle tappe piú importanti del sapere umano – letteratura, filosofia, storia, antropologia, critica d’arte, teoria politica, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, embriologia, epigenetica – dando vita a uno straordinario viaggio intellettuale e simbolico, personale e insieme universale.

Leggende friuliane, Carlo H. De' Medici


TITOLO: Leggende friuliane

AUTORE: Carlo H. De’ Medici

EDITORE: Cliquot
PP. 96 Euro: 22,00

Terre pietrose e riarse con castelli turriti, villaggi miasmatici ed eremi desolati sono la tetra scenografia di una serie di evocativi racconti ispirati alle leggende e al folklore dell’area più orientale del Friuli. Un Medioevo discronico dove i protagonisti sono cavalieri e dame, principi e popolane, ancelle e masnadieri, figure storicamente esistite e personaggi di fantasia, oltreché diavoli, fantasmi e raffigurazioni mitiche della tradizione locale.

Queste Leggende friulane (uscite per la prima volta nel 1924 e frutto di una ricerca appassionata durata anni) sono forse il lavoro più insolito e minuzioso di Carlo H. De’ Medici, lo scrittore e illustratore di Gradisca d’Isonzo dimenticato per quasi un secolo e oggi diventato “di culto” fra gli amanti del gotico e del bizzarro. Con il suo consueto stile raffinato e retró, denso di richiami esoterici, l’autore ci propone sei storie in cui il macabro e il morboso sono la suggestione di sottofondo alle avventure cavalleresche che trattano, come nella migliore tradizione, di amore, morte, onore, peccato ed espiazione.

I bambini si rompono facilmente, di Silvia Vecchini

TITOLO: Il terzo tempio

AUTORE: Silvia Vecchini

EDITORE: Bompiani
PP. 80 Euro: 14,00

Mamme fragili che rischiano di sbriciolarsi, nonne arrabbiate e urlanti, adulti distratti o troppo accalorati che criticano, giudicano, sentenziano. Una bambina con una coda di sirena che stupisce la spiaggia per le ragioni sbagliate; una bambina che non parla e che i grandi cercano di estrarre dal suo silenzio ricattandola con mille tentazioni; un bambino che pesca nel lago, aspettando con pazienza di catturare il pesce più bello di tutti, che forse pesce non è; un bambino agitato dall’arrivo di un fratellino nella nuova famiglia del padre e poi capace di comporre una nuova serenità, se solo fosse vero; un bambino che si ostina a voler trovare rifugio in cima a un armadio, in ricordo di una traversata in cui qualcuno l’ha issato in alto perché la calca degli adulti compressi dentro la stiva non lo schiacciasse. I bambini di Silvia Vecchini sono così: rischiano di rompersi, forse si sono già rotti, ma qualche volta sono così forti e precisi da saper aggiustare i grandi in pericolo, e da aggiustarsi da soli. Con la precisione della prosa e lo slancio della poesia, che aveva già mescolato in Prima che sia notte, l’autrice racconta bambini veri alle prese con situazioni più grandi di loro. Qualche volta ne escono incrinati, però vinti mai.

Il terzo tempio, di Abraham B. Yehoshua

TITOLO: Il terzo tempio

AUTORE: Abraham B. Yehoshua TRADUZIONE: Sarah Parenzo

EDITORE: Einaudi
PP.
96 Euro: 14,00

Ingannando la giovane Esther Azoulay, guidandola verso una conversione non necessaria, il rabbino Eliahu Modiano ha sabotato il suo progetto di matrimonio con David Mashiah. Secondo le norme del diritto ebraico, proprio a causa di questa conversione, la loro unione è proibita e i loro figli non sarebbero ammessi con il padre al servizio sacerdotale nel Terzo Tempio. Benché la tradizione ebraica ortodossa preveda che il Terzo Tempio sorga in corrispondenza di quello precedente distrutto dai Romani nel 70 d.C., ovvero sull’attuale spianata delle moschee, Esther, donna, straniera e convertita, sottopone al Tribunale un’idea sorprendente che potrebbe cambiare le sorti d’Israele prima ancora delle proprie: «Fuori dalle mura della città vecchia, modesto, umile, tra la Tomba di Assalonne e la valle della Geenna. Un Tempio che non interferisce né minaccia con la sua architettura nessun altro luogo santo. Seppur modesto, questo Tempio assumerà un ruolo drammatico e rivoluzionario». Una proposta che salverebbe il suo matrimonio, e che nasconde un profondo messaggio di pace per uscire dalla spirale di violenza che insanguina quella terra. Fino alla fine Abraham Yehoshua ha sognato che arrivasse quel momento, il momento della pace: una pace attesa e desiderata come la venuta di un nuovo Messia.

Vite minuscole, di Pierre Michon

TITOLO: Vite minuscole

AUTORE: Pierre Michon TRADUZIONE: Leopoldo Carra

EDITORE: Adelphi
PP.204 Euro 12,00

«Il titolo di questo breve capolavoro è sbagliato, è forse l’unico difetto di questo incredibile narrare nell’ombra. Quelle vite che presto riaffondano nel buio – come ogni vita, del resto – possiedono qualcosa di raro, la grandezza. Grandezza del tempo che inghiotte, delle oscure file di antenati che riemergono per poi riscomparire, alberi alti nel vento e marciti nella terra in cui cadono come altisonanti eroi omerici, grandi estati e gelidi inverni, silenzi intorno alla tavola e bevute all’osteria, in cui il vino diventa presto sudore che si mescola a quello del lavoro nei campi, folate che sopravvivono a coloro che investono. Personaggi indimenticabili nel breve bagliore in cui appaiono nella narrazione come un volto appare per un momento nella luce della lanterna che illumina la stanza contadina. Generazioni si confondono, nel trapassare di volti, sorrisi e solitudini ognuna tuttavia stagliata per sempre, unica e insostituibile. Si cade nel buio come nell’incomprensibile mano di Dio; in ogni istante, dice un passo memorabile, comincia il passato e il futuro tutto distrugge».

Terra dei grandi numeri, di Te-Ping Chen

TITOLO: Terra dei grandi numeri

AUTORE: Te-Ping Chen

EDITORE: Racconti Edizioni TRADUZIONE: Milena Sanfilippo
PP.236 Euro 18,00


È un normale giorno di mercato quando in un villaggio anonimo e millenario irrompe il qiguo, un frutto dolcissimo che prima delizia tutti infondendo ottimismo e poi li strazia, facendo riemergere i drammi e le bugie di un passato collettivo mai davvero espiato. Come quello di Bayi, che in fuga da un ex tossico prova a rifarsi una vita in una città dove i bollettini quotidiani esortano al buonumore mentre i contestatori vengono fatti sparire. Nella nuova Cina il riscatto sembra mescolarsi inevitabilmente all’illusione, soprattutto personale: Cao Cao si arrabatta fra gli scarti del paese per costruire una macchina volante e ingraziarsi finalmente un disinteressato funzionario del Partito comunista; Zhu Feng punta tutto sugli indici del mercato azionario, smarrendo se stesso. Sono parabole individuali di un popolo proverbialmente compatto e contraddittorio, come i pendolari della stazione di Gubeikou, costretti da un guasto alla linea a ridefinire una società in miniatura in cui alla libertà vengono preferite la disciplina e le promesse di un’intera nazione.

Al cuore di questi dieci racconti ci sono personaggi teneri, bizzarri, talvolta inquietanti e spesso molto soli, persi nei grandi numeri della loro terra e forse uniti da un anelito di rivalsa che non è solo economica o sociale ma riguarda lo scarto tra generazioni, il tentativo di costruirsi un’identità fra ingerenze governative e nuovi modelli culturali – come a voler trovare il centro di una condizione esistenziale che appare sempre in bilico. Alternando favole cupe a storie più realistiche e taglienti, Te-Ping Chen ci restituisce un ritratto della Cina, e della diaspora negli Stati Uniti, tanto delicato quanto impietoso.