É disponibile per Liberaria il libro Trenta Cartelle, che raccoglie i racconti della scuola Officina del Racconto, scaricabile, gratuitamente, su tutti gli store online.
Di seguito una presentazione del libro, dalla prefazione di Rossella Milone.
Mentre QUI potete trovare uno dei racconti contenuti nel testo, per un assaggio del libro.
SCARICA IL LIBRO e buona lettura!
Il tempo del racconto
Una prefazione, quando nasce da un corso di narrazione, dovrebbe forse spiegare un metodo, illustrarne le tappe, riportare tecniche, dinamiche, strumenti. Ma io credo che debba fare altro: restituire un clima e un tempo. Questi dieci racconti non sono “esercizi riusciti”. Sono il risultato di un tempo condiviso, di un attraversamento. Uno spazio non solo di condivisione e passione – quelle per la scrittura narrativa in generale, e per il racconto in particolare – ma anche un luogo che raccoglie una comunità in cui crescere, coltivare e far emergere la propria voce di autore. Una comunità che, ormai da dieci anni, trova nel laboratorio Trenta Cartelle di Officina del Racconto, costola formativa dell’Osservatorio sul Racconto Cattedrale, una casa e uno spazio di confronto e crescita. In questo corso abbiamo lavorato sul racconto come si lavora su un organismo vivo: osservandone il respiro, le contrazioni, le pause e le sottrazioni necessarie. Abbiamo studiato le sue dinamiche – l’innesco, la tensione, la sottrazione, il punto di rottura – ma soprattutto abbiamo provato a capire dove, in ciascuno, il racconto cominciava davvero a pulsare. Scrivere un racconto significa accettare un limite. Non si può dire tutto. Non si deve dire tutto. Ogni scelta illumina e insieme.
oscura. In questa misura – che è anche una ferita – si è giocata la sfida di questi mesi. E in quella ferita ciascun allievo ha trovato la propria voce, o almeno un punto da cui iniziare ad ascoltarla. Parlano proprio di questo, infatti, questi testi agili e rarefatti, incisivi e dallo stile misurato, rigoroso, cesellato: delle tante declinazione dei dolori che ci colpiscono, delle ferite che abbiamo subito o inferto, delle storture che avremmo potuto evitare ma che, in realtà, contribuiscono a renderci quello che siamo. A questo percorso si sono intrecciati gli incontri di Giorgia Antonelli, che ha aperto una finestra su ciò che accade dopo la parola “fine”: il lavoro editoriale, la costruzione di un catalogo, la responsabilità di scegliere e accompagnare un testo. Capire come funziona una casa editrice non è stato solo un momento tecnico, ma uno spostamento di prospettiva: ha reso la scrittura meno solitaria, più concreta, più esposta. Che questi racconti trovino ora casa in un e-book pubblicato da LiberAria non è solo un esito naturale, ma una forma di continuità. Sono nati dentro un laboratorio, sono cresciuti nel confronto, e continuano il loro percorso entrando in relazione con chi leggerà. Ogni racconto è un tentativo. Ogni tentativo è una dichiarazione di fiducia. Questo libro li raccoglie nel momento esatto in cui smettono di appartenerci e iniziano a appartenere a qualcun altro.
