Memorie di Madame Pelote, gatta di Michel de Montaigne. Di Françoise Armengaud

TITOLO: Memorie di Madame Pelote, gatta di Michel De Montaigne
AUTORE: Françoise Armengaud

EDITORE: Lindau TRADUZIONE: Sara Clamor

pp. 92 Euro: 14,00

Scrive Montaigne nei suoi Saggi: «Quando gioco con la mia gatta, chissà se lei non faccia di me il suo passatempo più di quanto io faccia con lei. Ci intratteniamo con reciproche spiritosaggini». Opera senza tempo per la sincerità e la profondità del suo sguardo sull’essere umano, gli Essais sono il capolavoro di un uomo che si scopre fragile e mutevole, di un filosofo che infrange un tabù secolare e parla apertamente di sé in un libro che esorta a vivere aldilà di ogni egoismo e vanità.
Proprio Montaigne è il protagonista di questa piccola opera, che ha l’ambizione di comporre un suo ritratto attendibile e ironico attraverso il racconto della sua gatta Pelote, amica e confidente inseparabile – e silenziosa in virtù del patto in vigore fra i felini per cui non parlano agli esseri umani, pur conoscendone la lingua. Giorno dopo giorno, faccenda dopo faccenda, lo scrittore e Pelote condividono i piccoli e grandi avvenimenti della vita, si intrattengono muovendosi fra la ricchissima biblioteca – di cui Pelote è incaricata di proteggere dai ratti le preziose pergamene e i delicati manoscritti – e gli altri ambienti del castello avito nel Périgord, antica dimora fortificata circondata da giardini, vigne e frutteti. Il luogo dove l’appartato filosofo si era ritirato a vivere dopo la scomparsa dell’amato padre nel 1568, perché il «dolce ritiro paterno» era sacro alla sua libertà, alla sua tranquillità e ai suoi agi. E dove la morte lo sorprese il 13 settembre del 1592, quando ormai Pelote aveva passato il suo incarico di gatta della biblioteca alla nipote, Donzeline.

Ammirabili & freaks, di Giuseppe Marcenaro

TITOLO: Ammirabili & freaks
AUTORE: Giuseppe Marcenaro

EDITORE: Il Saggiatore

pp. 224 Euro: 19,00

Nel corso della sua esistenza Giuseppe Marcenaro ha incontrato centinaia di artisti, autori, intellettuali, filosofi e semplici frequentatori del mondo della cultura: misteriosi scrittori- spia, fascinose muse di poeti, gelosi custodi di archivi segreti, figure evanescenti della vita mondana di un passato assieme vicino e remoto, ognuno di loro contraddistinto da assurdi tic e bizzarre manie, profondi amori e irresistibili idiosincrasie. 

In Ammirabili & freaks Marcenaro racconta e celebra questi «persone-personaggi» nella loro gloria e nella loro miseria, nel loro sublime e nel loro grottesco, ripercorrendo i ricordi degli incontri e delle conversazioni con amici di una vita ed esistenze appena sfiorate, destinate comunque a lasciare un segno nitido nella memoria. In queste pagine, come in un carosello al luna park, appaiono e scompaiono danzando davanti ai nostri occhi presenze familiari come Eugenio Montale o Giuseppe Pontiggia, Mario Soldati o Indro Montanelli, colleghi del mondo editoriale quali Luciano Foà, Lucia Morpurgo Rodocanachi, Carlo Bo e Mario Luzi, e personalità meno note come il conte Xavier de Sade, discendente del celebre marchese. 

Ammirabili & freaks è una sorta di bestiario letterario finemente intarsiato: l’album dei ricordi di un magistrale collezionista d’anime, per il quale a ogni nome corrisponde l’evocazione fantasmatica di dettagli, profumi e accenti. Un eccentrico profilo del Novecento disegnato dalle fisionomie di alcuni dei suoi più imprevedibili protagonisti.

Ritratti dal vivo, di Emanuele Trevi

TITOLO: Ritratti dal vivo
AUTORE: Emanuele Trevi

EDITORE: Ponte alle grazie

pp. 944 Euro: 34,00

Laura Betti e Pier Paolo Pasolini in Qualcosa di scritto; il grande fotografo Arturo Patten, Amelia Rosselli, Cesare Garboli in Sogni
e favole
; Mario Trevi, padre dell’autore e psicoanalista di vaglia, ne La casa del mago: questi i soggetti dei «ritratti dal vivo» qui raccolti in trilogia, i soggetti che tanti lettori hanno conosciuto attraverso la penna e lo sguardo di Emanuele Trevi. Una forma, il ritratto treviano, tutt’altro che oggettiva: nei suoi libri, infatti, come scrive nel ricco saggio che accompagna il volume Andrea Cortellessa, «ogni volta sono in gioco [...] ‘due vite’: quella di chi interpreta e quella di chi viene interpretato. Dallo sguardo del secondo [...] il primo scopre di essere ‘visto’ molto più acutamente di quanto, da solo, possa fare con sé stesso». Ciascun romanzo costituisce allora la tappa di un apprendistato, di un cammino iniziatico percorso dall’autore-personaggio (vorremmo dire: in nome dei suoi lettori) attraverso gli ultimi decenni del Secolo Lungo, un Novecento che, nonostante tutto, resiste dal finire; ciascun libro
si addentra, prima che nella conoscenza o nella rivelazione, nel mistero di sé, del mondo, della Storia.
Completano il volume materiali inediti e rari, in particolare cinque Satelliti, ritratti «in miniatura» di altre figure dell’iniziazione treviana.
Ma il limpido talento narrativo di Trevi, la sua ironia e la sua tragedia, la sua sfuggente, enigmatica benevolenza illumineranno anche noi non (ancora) iniziati: ci parrà questa la grande letteratura dei nostri anni, se è vero che – ancora Cortellessa – «la letteratura, finché esisterà, sarà una funzione del possibile. Un altro nome, anzi, della vita possibile».

Mentre siamo morti, di José Ovejero

TITOLO: Mentre siamo morti
AUTORE: José Ovejero

EDITORE: Voland TRADUZIONE: Bruno Arpaia

pp. 160 Euro: 18,00

Sedici racconti che formano quasi un romanzo a ripercorrere la storia di una famiglia operaia negli anni opprimenti della fine del franchismo. Un figlio, una madre e un padre, e alcuni animali (tutti esperti in evasioni): la narrazione ruota attorno a questa manciata di personaggi, a volte con toni da racconto dell’orrore, a volte da commedia. Comincia con l’uccisione di un cane e termina con la sepoltura di un padre, e nel mezzo esplora la rabbia infantile, le tensioni domestiche, le molteplici forme che la violenza assume nel nostro mondo, il desiderio di sottrarsi alle limitazioni di classe, e anche l’amore. José Ovejero dispiega la sua prosa chiara e spietata in un’opera che, a partire da una prospettiva intima, dipinge il ritratto collettivo di una Spagna in bianco e nero, con aspetti tragici ma anche dettagli umoristici o ironici. Nessuno può considerarsi escluso da questo piccolo universo di racconti terrificanti: se fa male è perché è successo anche a noi.

Un babbo natale magro, di Ellis Parker Butler

TITOLO: Un Babbo Natale Magro
AUTORE: Ellis Parker Butler

EDITORE: Mattioli TRADUZIONE: Sebastiano Pezzani

pp. 88 Euro: 9,00

Un ladro di polli così distratto da dimenticare sul luogo del misfatto novecento dollari, presto scambiati per un inaspettato dono di Natale. Un gatto malinconico dalle tendenze suicide costretto a fare i conti con i suoi nove spettri;una coppia di porcellini d’India confusi con maiali comuni in un’azienda di spedizioni;un marito che tenta di spiegare i misteri dell’alta finanza a sua moglie; a chiudere,le improbabili recensioni di alcuni grandi classici della letteratura. Dalla penna di uno dei maggiori umoristi americani,cinque fulminanti capolavori d’ironia.
 
| Il visitatore era un uomo alto e sottile e teneva un cappello sgualcito tra le mani mentre parlava.Pareva nervoso e il suo viso aveva un’espressione preoccupata,estremamente preoccupata. Aveva l’aria di uno che avesse perso novecento dollari,ma non assomigliava certo a Babbo Natale.Era più magro e non aveva la faccia altrettanto gioviale. | E.P.B.

I racconti, di Franz Kafka

TITOLO: I racconti
AUTORE: Franz Kafka

EDITORE: Einaudi CURATELA: Daria Biagi

pp. 584 Euro: 28,00

Le cosiddette profezie di Kafka sono soltanto una sobria analisi delle strutture nascoste che oggi sono venute alla luce.
Hannah Arendt

I racconti di uno tra i maggiori scrittori del Novecento in una nuova traduzione rigorosa e sensibile, che dà rilievo all'evoluzione della ricerca letteraria dell'autore praghese. Dai primi tentativi di scrittura a La trasformazione (da sempre nota con un titolo piú altisonante, La metamorfosi), insieme ad altrettanti capolavori: fulminanti miniature come La trottola, i racconti lunghi Nella colonia penale e La tana, il grande cantiere narrativo Durante la costruzione della muraglia cinese. Nella sua critica radicale della realtà, Kafka utilizza una lingua precisa e quotidiana, in vertiginoso equilibrio fra tragico e comico, e Daria Biagi la mantiene il piú possibile lontana da astrazioni e sovrainterpretazioni, portando alla luce le diverse tonalità espressive di un'opera che ha influenzato come poche altre la letteratura dell'ultimo secolo. Chiude il volume un saggio di Massimo Cacciari sui fondamentali snodi tematici presenti nell'opera di Kafka.

Neopentamerone, di Angelo Calvisi

TITOLO: Neopentamerone
AUTORE: Angelo Calvisi

EDITORE: Declic

pp. 280 Euro: 22,00

Angelo Calvisi non è nuovo ai rimandi diretti, letterari o musicali, nei titoli e nei contenuti delle sue opere. Stavolta chiama in causa nientemeno che il Pentamerone di Giambattista Basile, di cui mantiene la struttura con la divisione in giornate, la cornice e le rubriche che introducono i temi. Se le narratrici de Lo cunto de li cunti, però, portano nomi parlanti che ne svelano i difetti, i narratori del Neopentamerone sono impiegati nell’Unità Ubaldo – ufficio interministeriale dalle nebulose funzioni – e si chiamano tutti Arnaldo, così da far coincidere identità e anonimato, nominazione e indistinzione. Se Basile intende raccogliere fiabe per “lo trattenemiento de’ peccerille”, Calvisi colleziona storie assurde, violentemente ironiche o tristemente abrasive, per lo straniamento di ogni età. In ciò è aiutato da efficaci forzature del linguaggio e da un serrato gioco di fonti, citazioni e note che risultano di volta in volta attendibilissime o sospettissime: come le nostre realtà.

Avventure postume di personaggi illustri, di Roberto Alajmo e Marco Carapezza

TITOLO: Avventure postume di personaggi illustri
AUTORE: Roberto Alajmo e Marco Carapezza

EDITORE: Sellerio

pp. 192 Euro: 14,00

 

Dieci avventure esemplari, capitate post mortem a uomini e donne che nei secoli hanno goduto di fama mondiale. Personaggi illustri della storia e dell’arte, della letteratura e della scienza, pontefici, santi, statisti, rivoluzionari, filosofi che durante la loro vita erano stati forse padroni del proprio destino (e del destino di molti altri), fino al fatale momento in cui, nel tempo di un respiro, hanno perso per sempre il potere di incidere sul mondo. Sia detto con più coraggio e onestà: sono morti.
Ma poiché, come si legge in esergo a questo libro, fortunatamente «a morire sono sempre gli altri» (Duchamp), è proprio a partire da questa inevitabile piega del destino che Roberto Alajmo e Marco Carapezza si sono divertiti a raccontare con arguzia e intelligenza le vicissitudini postume di donne e uomini straordinari, le strade imprevedibili che hanno imboccato i loro resti terreni, le avventure spesso grottesche delle loro spoglie mortali.
«È del corpo», scrivono gli autori nel preludio a questo libro, «che bisognerebbe preoccuparsi quando viene a mancare il suo legittimo proprietario. Sul destino di alcuni cadaveri eccellenti, infatti, si apre un sipario imprevedibile, oltre il quale agiscono amore, fanatismo, anelito d’eternità, scaramanzia e molti altri fattori, secondo una ricetta variabile capace di trasformare in commedia anche la più fosca delle tragedie».
E così potremo seguire l’odissea, degna di una spy story, dei resti di Evita Perón, o la storia paradossale delle due teste di Cartesio, o ancora i tre funerali e mezzo di Pirandello e la sovietica manutenzione della mummia di Lenin. Fino all’incredibile macabro processo al cadavere di un papa dissepolto per l’occasione.
Questo libretto divagante e originale racconta in fondo come il culto delle reliquie, nato col cristianesimo, ha resistito alla modernità più razionalista per arrivare ai giorni nostri, trasformandosi però in una sorta di accanimento, una forma di inconscia vendetta della mediocrità sulla grandezza, in una miscela inestricabile di ammirazione, feticismo e invidia.

Bestiario artico, di Frank Westerman

TITOLO: Bestiario artico AUTORE: Frank Westerman

EDITORE: Iperborea TRADUZIONE: Francesco Panzeri

pp. 416 Euro: 20,00

Sette animali artici incontrati durante le grandi esplorazioni del passato, sette storie di adattamento e sopravvivenza. E noi che strada seguiremo?

È il 1596 quando l’esploratore olandese Willem Barents affronta per l’ultima volta le regioni artiche. Vuole arrivare fino in Cina, una via oggi facilmente percorribile in estate, ma la sua nave rimane intrappolata nei ghiacci. Non ci saranno superstiti: quella terra appartiene agli orsi polari. Forse, siamo noi umani la «specie erratica» per eccellenza, di quelle avvistate sporadicamente in luoghi che di solito non abitano, e non gli uccelli che perdono la rotta: basta cambiare il punto di vista. Come fa Frank Westerman, componendo un bestiario di sette specie artiche che in Barents si imbatterono: narvalo, lemming, anguilla, oca colombaccio, orso polare, renna e granchio reale. Scoprendo che la natura e la storia spesso sono più improbabili delle favole. Così la zanna di un narvalo, l’unicorno del mare, ha sventato un attentato a Londra nel 2019. E se è un’invenzione umana il suicidio di massa dei lemming negli anni in cui ne nascono troppi, non lo è il viaggio dell’anguilla dai tropici a Capo Nord. Certe specie non le puoi bloccare, non le puoi recintare: come il granchio reale, importato dalla Siberia nel Mare del Nord, oggi specie invasiva dannosa ma fortunatamente commestibile. E mentre i ghiacci si sciolgono, gli orsi polari hanno imparato a restare sulla terraferma, a cacciare renne anziché foche. Sapremo adattarci anche noi alle sfide di un clima sempre più imprevedibile, in un mondo sempre più diviso? Con ironia, la curiosità più cocciuta e l’abilità del reporter consumato, Westerman si muove tra il Mare dei Wadden, Sachalin, Capo Nord e fino alle Svalbard per raccontare le incredibili storie di sette animali che hanno tanto da insegnarci.

Tre signore in riva al mare , di Rhoda Levine

TITOLO: Tre signore in riva al mare AUTORE: Rhoda Levine

EDITORE: Adelphi
TRADUZIONE: Livia Signorini ILLUSTRAZIONI: Edward Gorey

pp. 37 Euro: 18,00

Nel più remoto dei luoghi, in tre case in riva al mare, vivono le signore di questa storia: Edith Dell’Estasi, Catherine Dell’Accordo e Alice Del Rischio.
Ma perché una di loro passa la gran parte delle sue giornate appollaiata su un albero, col bello e il cattivo tempo, a scrutare l’orizzonte?

Un racconto lieve e struggente sulla forza visionaria del sogno d’amore, dove la grazia dei disegni di Edward Gorey incontra a passo di danza le rime di Rhoda Levine.

Ammazzare il vento, di Stefano Scrima

TITOLO: Ammazzare il vento

AUTORE: Ortica Editrice

pp.102 Euro: 10,00

Quando l’attesa dell’autobus diventa un’esperienza metafisica, un supermercato un’arena apocalittica, vivere acquisisce finalmente un senso, anche se fosse la sua stessa insensatezza. Mios, il protagonista di questa raccolta di racconti, affronta l’esistenza come un labirinto in cui ogni svolta conduce a riflessioni impreviste sul tempo, la vita o il nulla. Ogni racconto è un frammento di un casuale disegno molto più piccolo, un universo dove il sublime si nasconde dietro l’apparente banalità dei giorni. Mios era chiuso, murato nella sua stanza a giocare coi sentimenti. Ne estrasse uno e lo lanciò contro il giradischi che iniziò a suonar male, poi, nelle mani, ne strinse un altro fino a renderlo pensiero. "Cos’è questo ronzio infernale?" si domandò dai bordi della sua poltrona sfondata, "Una zanzara, uno stridio dell’anima?" Niente di simile, soltanto la puntina del giradischi che sbeffeggiava il vinile. Fuori dalla finestra le urla di manifestanti inviperiti col maltempo. In tv le previsioni.

Viaggio in giro per la mia stanza e tutti i racconti, di Xavier De Maistre

TITOLO: Viaggio in giro per la mia stanza e tutti i racconti

AUTORE: Xavier De Maistre

EDITORE: Bur Rizzoli CURATELA: Flavio Santi

pp.368 Euro: 15,00

Per viaggiare non serve attraversare oceani o terre remote: basta percorrere il perimetro di una stanza, scoprendo in ogni mobile e oggetto un ricordo, una visione, un sogno. È ciò che Xavier de Maistre compie nel 1790, mentre è confinato in una camera a Torino in seguito a un duello. Con tono giocosamente satirico, Viaggio in giro per la mia stanza rovescia il modello del Grand Tour settecentesco e delinea in quarantadue tappe una sorprendente “psicogeografia domestica” intima e ironica al tempo stesso. In questo volume vengono proposti anche Spedizione notturna e una collezione, finora inedita in Italia, di racconti e poesie di un autore amato da grandi come Puškin, Tolstoj ed Eco. Tra mura casalinghe, prigioni montane e paesaggi interiori, ciascun testo invita a osservare il familiare come fosse straniero e a cogliere il fascino nascosto nella banalità dei giorni, fino a trasformare ogni confine fisico in un orizzonte mentale.

Nero, di Amat Levin

TITOLO: Nero

AUTORE: Amat Levin

EDITORE: Neri Pozza TRADUZIONE: Gabriella Diverio

pp.688 Euro: 30,00

Secoli di colonialismo l’hanno resa irrilevante, studiosi superficiali ne hanno negato l’antichità, pregiudizi razzisti decretato l’inesistenza: la storia africana ha sempre avuto, per usare un eufemismo, scarsissimi sostenitori. Fino alla metà XX secolo non è stato fatto alcun tentativo di studiarla: si preferiva considerare l’Africa un insieme eterogeneo di stili di vita barbari che l’Occidente si era lasciato alle spalle, uno “spazio vuoto” che aveva acquistato vita solo con l’arrivo dell’uomo bianco. Quando finalmente si cominciò a frequentarla, gli storici si concentrarono solo sul periodo coloniale, per mancanza di fonti autoctone o per l’impossibilità di unificare in un quadro esaustivo elementi tanto diversi tra loro, polverizzati in una massiccia migrazione, violenta e forzata, una diaspora immensa. Ma qualcosa accomuna tutti quegli elementi: appartengono a popolazioni dalla pelle nera e sono stati sistematicamente ignorati. È proprio ai neri, in Africa o lontano dal continente, che Amat Levin dedica dunque questo libro: a coloro le cui storie, vicende e identità brillano per l’assenza dalla storiografia ufficiale. Dall’impero dimenticato di Aksum, grande potenza dell’antichità, al regno di Mapungubwe, il più antico dell’Africa meridionale; da Yasuke, samurai nero nel Giappone del XVI secolo, ad Anton Wilhelm Amo, primo africano in un’università europea; dalla principessa Yennenga, guerriera Mossi che combatté per il diritto di sposarsi, a “Sister” Rosetta Tharpe, afroamericana dell’Arkansas, madrina del rock’n’roll. Politica, geografia, religione, tradizione si intrecciano in questo mosaico di piccole e grandi storie che fanno di Nero uno strumento prezioso per immaginare l’Africa di domani.

Lamento per Julia, di Susan Taubers

TITOLO: Lamento per Julia

AUTORE: Susan Taubes TRADUZIONE: Giuseppina Oneto

EDITORE: Fazi

pp.276 Euro: 18,50

Julia Klopps, nata in una famiglia dell’alta borghesia mitteleuropea, è figlia di padre e madre Klopps, persone fredde e bizzarre che vivono in una casa decadente circondate da cameriere e tate. Da piccola Julia è una sognatrice, si rifugia nella soffitta e fantastica di essere rapita dagli zingari o da un principe nero. A quindici anni viene deflorata da Bruno, un soldato poco attraente, e a diciotto sposa Peter Brody, brillante ingegnere navale dalla testa piccola e l’aspetto grigio. Compiuti i trent’anni, quando forse dovrebbe prendere una decisione sulla donna che vorrebbe essere, Julia sparisce. A piangere la sua scomparsa e a narrare la sua storia è una voce senza corpo: uno spirito che si suppone incaricato della sua super- visione. Che cos’è questo spirito? Un operatore dall’alto (anche se non certo un santo), un io narrante, una presenza guida più che un voyeur. Di lei sa molto e molto poco, perché l’essere emotivo, fisico e sessuale di Julia è sconcertante, ma anche affascinante, per un’entità che è pura mente. I due sono una coppia male assortita, destinata al fallimento fin dall’inizio, anche se per un po’ riescono a gestire l’infanzia, mamma e papà, i brutti vestiti rosa, i balli e le cotte. Poi arrivano l’amore e il matrimonio, non necessariamente in quest’ordine, e a quel punto le cose iniziano ad andare davvero male.
Lamento per Julia, capolavoro del grottesco elogiato da Susan Sontag e Samuel Beckett, è una brillante esplorazione della doppia coscienza di una donna. Rimasto inedito durante la vita di Susan Taubes, è stato recentemente pubblicato negli Stati Uniti dalla prestigiosa NYRB insieme alla selezione di racconti inclusa in questo volume.

I racconti, di Tomasi di Lampedusa

TITOLO: I racconti

AUTORE: Tomasi di Lampedusa

EDITORE: Feltrinelli

pp.176 Euro: 12,00

Per Feltrinelli, Giuseppe Tomasi di Lampedusa ha rappresentato un momento di svolta. Siamo nel 1958, appena un anno dopo la pubblicazione del Dottor Živago, e Giorgio Bassani si interessa al manoscritto di un autore pressoché sconosciuto. Si tratta, ovviamente, del Gattopardo, che cattura i lettori di tutto il mondo e conquista il premio Strega per la sua capacità di interpretare il tramonto di un’epoca. Del successo del suo romanzo Tomasi di Lampedusa non beneficiò, perché morì prima di vederlo pubblicato. Alla luce di questo, la presente raccolta acquista un peso ancora maggiore, perché riunisce i pochissimi scritti composti parallelamente al romanzo. Nel giro di tre racconti e un testo autobiografico, Tomasi di Lampedusa fa mostra della sua impareggiabile eleganza, spaziando dal ricordo d’infanzia al primo capitolo di un romanzo mai scritto, dalla misura perfetta di La gioia e la legge fino alle pagine traboccanti di La sirena, uno dei racconti più belli del Novecento italiano. Qui, la penna dell’autore sconfina nel surreale mentre segue le vicende del vecchio professore La Ciura, che dopo aver conosciuto l’amore di una sirena in gioventù non riesce più a gustarne altro.

Racconti della Resistenza europea, di AA.VV

TITOLO: Racconti della Resistenza europea

AUTORE: AA.VV

EDITORE: Einaudi CURATELA: Gabriele Pedullà

pp.430 Euro: 22,00

Nel 2005, per il sessantesimo anniversario della Liberazione, in questa stessa collana Gabriele Pedullà aveva curato i Racconti della Resistenza, che da allora si sono imposti come una lettura imprescindibile sull’argomento. A distanza di vent’anni esatti Pedullà prosegue quella ricerca allargando lo sguardo all’intero continente europeo. Perché la Resistenza non è stata una soltanto, o forse sí: nel quadro eterogeneo degli Stati assoggettati al nazifascismo, nonostante le mille differenze, la ribellione contro l’oppressore è riuscita a unire tutti i popoli d’Europa nel nome degli stessi ideali di pace e di libertà. Se durante la guerra non mancarono le pubblicazioni clandestine pensate per rinsaldare le coscienze dei cittadini e spingerli al sabotaggio degli occupanti, è soprattutto dopo la Liberazione che su quegli anni sono fioriti in ogni lingua romanzi, racconti, memoriali, apologhi e addirittura favole, segnando nel profondo la letteratura del secondo Novecento a mano a mano che gli scrittori piú diversi ne davano la propria interpretazione narrativa. Malgrado la distanza geografica e l’estrema varietà dei registri adoperati (realistico, tragico, comico, allegorico, fantastico…), quest’antologia unica nel suo genere tenta oggi per la prima volta di tenere assieme quelle voci e quelle esperienze, e soprattutto di farle dialogare tra loro. Da Gary a Malraux, da Borowski a Grossman, da Steinbeck a Dürrenmatt, da Blanchot a Seghers, nella selezione di Gabriele Pedullà i grandi nomi della letteratura del Novecento affiancano autori meno noti e testi finora inediti in italiano. Tassello dopo tassello, prende forma cosí un mosaico di storie in grado di restituire ai lettori di oggi, in tutte le sue sfumature, la dolorosa ma esaltante battaglia per la libertà in cui affondano le radici delle nostre democrazie.

La mappa segreta. Testi ritrovati, di Jorge Luis Borges

TITOLO: La mappa segreta. Testi ritrovati

AUTORE:J orge Luis Borges

EDITORE: Adelphi TRADUZIONE: Rodja Bernardoni CURATELA: Tommaso Scarano

pp.285 Euro: 22,00

Immane Atlantide sommersa, le quasi duemila pagine dei Textos recobrados – recuperati e radunati dopo la scomparsa di Borges – rivelano le molteplici linee di forza di una riflessione critica di sconcertante novità. Rispetto ai fervori iconoclasti degli anni Venti (documentati in Il prisma e lo specchio, 2009), si colgono qui, già a partire dai primi anni Trenta, una tonalità e nuclei di pensiero e di interesse del tutto inediti: l’inconsistenza dell’io, giacché una persona «non è altro che ... la serie incoerente e discontinua dei suoi stati di coscienza» e «la sostanza di cui siamo fatti è il tempo o la fugacità»; la letteratura poliziesca, che riesce a conciliare «lo strano appetito d’avventura e lo strano appetito di legalità»; le immagini dell’incubo, «la tigre e l’angelo nero del nostro sonno», disseminate nella letteratura da Wordsworth a Kafka; il gaucho, «amato territorio del ricordo» e «materia di nostalgia»; il tramonto del concetto di testo definitivo, che «appartiene alla superstizione e alla stanchezza»; la rivelazione che Buenos Aires, un tempo oggetto di caparbie trasfigurazioni poetiche, può essere descritta solo «per allusioni e simboli». Ma quel che più affascina è la perfetta architettura di questi scritti, capaci, quale che sia l’argomento prescelto, di espandere il nostro orizzonte (talora con un semplice inciso: «Nel mondo immaginato da Walpole, come in quello degli gnostici siriani e in quello di Hollywood, c’è una guerra continua tra le forze del male e quelle del bene») e di ravvivare il dialogo fra due interlocutori che «lo scorrere del tempo avvicina e allontana, ma non separa»: il testo e il lettore.

Un paniere di chiocciole, di Tommaso Landolfi

TITOLO: Un paniere di chiocciole

AUTORE: Tommaso Landolfi

EDITORE: Adelphi

pp.320 Euro: 24,00

Costretto a lavorare su un minuscolo scrittoio, il protagonista di A tavolino realizza che lo spazio è insufficiente «a qualunque libera espansione dell’intelletto» e che la redazione di testi «eterni e feraci» gli è ormai preclusa. Eppure, ribadisce a sé stesso, «ho da fare un articolo, e se non lo faccio i miei figlioletti rimangono desolati, famelici...». Così, con feroce autoironia, Landolfi mette in scena la sua condizione di elzevirista al soldo del «Corriere della Sera» e un’idea di letteratura sfrondata di ogni alloro, prigioniera di una gabbia coercitiva, ridotta alla funzione di gagne-pain. Ma proprio nel loro carattere di scrittura ricondotta alla sua chimica essenza risiede il fascino di questi cinquanta elzeviri, perfetti congegni capaci di evocare incontri mancati, occasioni ignorate perché «il gelido soffio della disperazione» spazza via ogni speranza; di vivisezionare relazioni di coppia oblique, simili ad acerbi duelli o a una «benigna trama di nulla»; di rivelare, con la gelida efficacia dell’incubo, l’inconsistenza di ciò che chiamiamo «io», di vanificare la fiducia nella ragione, di dar corpo alle nostre più segrete paure: nello splendido Il bacio, per esempio, l’invisibile creatura che ogni notte visita, imprimendogli un bacio sulle labbra, un timido e al principio deliziato notaio si rivela una falla «nel nero etere cosmico», decisa a succhiargli la vita. Un incubo è del resto il nostro vivere quotidiano, assediato dal bisogno, dal vuoto, da un angoscioso «senso d’irrealtà, di casualità» – dalla tragica consapevolezza che «la gente, quando non è noi, è odiabile perché non è noi; quando è noi, è odiabile perché è noi»

Decamerone, di Giovanni Boccaccio

TITOLO: Decamerone, in italiano contemporaneo
AUTORE: Giovanni Boccaccio

EDITORE: La Nave di Teseo CURATELA: Alberto Cristofori

pp.784 Euro: 24,00

Per i 650 anni dalla morte di Boccaccio, una traduzione integrale del suo capolavoro nell’italiano corrente, per scoprire, o riscoprire, le meraviglie di un classico della letteratura italiana.


“Leggere il Decamerone nella sua lingua trecentesca non è un’impresa facile. Non a caso, tutte le edizioni attualmente in commercio sono accompagnate da un robusto apparato di note e di spiegazioni. Il quale però, inevitabilmente, è un invito a studiare più che a leggere, e a perdere quindi gran parte del piacere del testo. Questa traduzione in italiano moderno è dunque l’occasione per una rilettura integrale del Decamerone, che lo sottragga alle riduzioni scolastiche e ne faccia riscoprire la problematicità, la vitalità, la capacità di interrogarci e anche di scandalizzarci – non per l’erotismo delle novelle ‘proibite’, ma per l’asprezza dei rapporti umani che mette in scena. Boccaccio persegue un progetto di svelamento della natura umana nei suoi aspetti più biechi e ferini: violenze, furti, inganni, stupri, malvagità gratuite, tradimenti, perversioni, vizi e debolezze. Questo è il mondo che emerge nelle prime pagine del libro, quelle dedicate alla peste, e questo è il mondo che ci viene mostrato fino all’ultima frase dell’ultima novella. Come tutti i grandi artisti, Boccaccio è uno scrittore estremo, e il suo capolavoro è l’espressione di una insofferenza per il mondo, di una non accettazione dell’orrore che, allora come oggi, è intorno a noi e dentro di noi.” (Alberto Cristofori)

Correzione automatica, di Etgar Keret

TITOLO: Correzione automatica
AUTORE: Etgar Keret

EDITORE: Feltrinelli

pp. 160 Euro: 16,00

Trentatré racconti scritti nello stile scarno, disincantato, ironico e surreale tipico dell’autore, che sono trentatré metafore di un’ampia gamma di sentimenti umani, come rabbia, sete di vendetta, compassione, gelosia, amore e tristezza. I personaggi che popolano la narrativa di Keret hanno problemi di lavoro e relazionali in cui ci si può riconoscere. Vivono in un mondo in cui vige un progresso tecnologico che non risparmia da tragicomici malintesi ed equivoci disturbanti. Non tutti i racconti sono ambientati in Israele e il conflitto israelo-palestinese fa capolino solo in un paio: Le sigarette della salute e Fervore, in cui Keret accenna al tragico attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 nel contesto di una storia il cui candido protagonista cerca di cambiare la drammatica realtà grazie a una fervida preghiera e alla potenza della sua ingenua fede religiosa. Ma forse la realtà israeliana è percepibile nel senso di disperazione che pervade molti racconti e nella presenza costante della morte. Disperazione e morte che si avvertono e vivono ormai ogni giorno e che nessuna “correzione automatica” è in grado di dissipare o cancellare.