Racconti e scritti coloniali, di Nakajima Atsushi


TITOLO: Racconti e scritti coloniali
AUTORE: Nakajima Atsushi

EDITORE: Ortica
TRADUZIONE: Elio Bova

pp. 346 Euro: 17,00

"Il suo animo da qualche tempo era in quello stato di indefinita inquietudine che si prova quando si ha l’impressione di aver dimenticato qualcosa. Come la sensazione oppressiva di un dovere non compiuto, annidatasi in qualche angolo buio nella testa. Tuttavia, da dove gli venisse quella pressione opprimente, lui non provava a indagare. In verità, ne aveva paura. Paura di risvegliarsi da sé. Aveva paura di pungolare qualcosa che non comprendeva". Seguendo la traiettoria biografica dell’autore e collocando su una mappa i luoghi in cui visse, emerge con chiarezza come gli spazi della sua narrativa coincidano con le aree dell’impero giapponese della prima metà del ’900: dal Giappone alla Corea, dalla Manciuria alla Cina, fino alla Micronesia. Guerre e continui mutamenti nello scacchiere geopolitico lasciavano un solco profondo nella storia. Nakajima assimilò intimamente la tensione di quegli anni, esprimendola con un’originalità che non trova paralleli tra i suoi contemporanei. Le sue opere riflettono un’inquieta meditazione su appartenenza e destino, identità e ambivalenza, sul rapporto tra Giappone e Occidente: temi che emergono con forza tanto nei racconti autobiografici quanto nelle narrazioni di ambientazione coloniale raccolte in questa antologia.