Birdwatching notturno, di Sherman Alexie

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TITOLO: Danze di guerra

Autore: Sherman Alexie  Traduzione: Laura Gazzarrini

EDITORE: NN editore   PAGINE: 208   PREZZO: 18,00

 

Al centro dei racconti e delle poesie di Danze di guerra ci sono uomini che, di fronte a una scelta che cambierà le loro vite, cercano la propria strada e una risposta alle paure dell’infanzia o ai dilemmi della maturità. Ogni storia parte da un errore, da un rimpianto o da un conflitto: un padre di famiglia che per legittima difesa uccide un giovane ladro, un figlio che ricorda con dolcezza e rancore il padre morto alcolizzato, un marito incapace di provare ancora desiderio per la bellissima moglie.
Con una lingua poetica e una disincantata ironia, Sherman Alexie ci consegna un libro costruito come un mosaico, dove ogni tassello illumina il precario equilibrio di un’identità, quella dell’uomo di oggi, che rivela la sua natura sfuggente, insicura anche della propria forza, in costante ricerca di un’assoluzione per la propria dolorosa fragilità.

Cattedrale vi propone Birdwatching notturno, contenuto nella raccolta.
 

Che uccello è quello?

Un barbagianni.

Che uccello era quello?

Un altro barbagianni.

Oh, quello era troppo piccolo e veloce per essere un bar­bagianni. Che cos’era?

Un barbagianni piccolo e veloce.

Una notte, quando avevo sedici anni, ero in macchina con la mia ragazza a Little Falls Flat e questo barbagianni è sceso in picchiata sulla strada, forse a una quindicina di metri da noi, volando dritto verso il parabrezza. Era enorme, grande quanto uno pterodattilo, e la mia ragazza si è messa a gri­dare. E, be’, ho gridato anch’io, perché quella cosa ci stava venendo addosso, ma sai che ho fatto? Ho premuto l’acce­leratore e gli sono andato incontro. E sai perché l’ho fatto?

Perché volevi vedere chi era il pollo fra te e il barbagianni?

Esatto.

   E cos’è successo?

Un secondo prima di scontrarci, il barbagianni ha sbat­tuto le ali, ma appena appena. C’è una parola più giusta di “sbattere”? Qual è la parola che vuol dire “sbattere”, ma uno “sbattere” un po’ più leggero?

Che ne dici di “flettere”?

Ecco sì, perfetto. Allora, come dicevo, proprio quando stava per schiantarsi contro il parabrezza, il barbagianni ha flesso le ali ed è sparito nell’oscurità. Ed è stato veramente incredibile, sai? Io ho inchiodato e sono quasi caduto nel fosso. Io e la mia ragazza siamo rimasti lì al buio con il mo­tore che tic-tic-ticchettava come una specie di bomba, ma una bomba esistenziale, come se stesse dosando il niente in­finito delle nostre vite perché quel barbagianni ci era quasi venuto addosso ma se n’era andato per sempre. E ho detto qualcosa tipo: «È stato magnifico» e la mia ragazza, vuoi sapere che mi ha detto?

Ti ha detto qualcosa tipo: «Ti mollo».

Accidenti, è proprio quello che ha detto. E io le ho chie­sto: «Perché mi molli?». E sai lei che ha risposto?

Ha detto: «Ti mollo perché non sei un barbagianni».

Sì, sì, sì, e sai una cosa? Non ho mai smesso di pensare a lei. Sono passati ventisette anni e ancora mi manca. Come mai?

Fratello, non ti manca lei. Ti manca il barbagianni.