I racconti carnali di Emilia Bersabea Cirillo

La vetrina di oggi è tutta dedicata a un'autrice poco conosciuta, i cui racconti, però, sono delle autentiche perle. Desideriamo segnalarvi due libri, il primo più recente (2017), il secondo più datato (2001), che secondo noi meritano di arrivare a un pubblico più ampio.

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TITOLO: Potrebbe trattarsi di ali

AUTORE: Emilia Bersabea Cirillo

EDITORE: L'Iguana Editrice   PAGINE: 168   PREZZO: 14,00

Sette storie che screditano il senso comune e destrutturano i canoni estetici per svelare le vicende di un corpo femminile destabilizzante e tremendamente attuale: metamorfico, siliconato, deforme, straziato, eterno luogo di attraversamenti, dispute, maternità dolorose, assenze. Sette storie che raccontano di chimere, real doll e donne fuori misura, fatte di carne, niture di plastica, innesti ferini, uteri dati in affitto. Così Emilia Bersabea Cirillo mostra che la vita vera eccede i codici del sapere e del potere, che nascere donna non è un fatto inequivocabile e che i soggetti davvero strabilianti appartengono sempre a un ordine impreciso. Perché il corpo femminile è imperfetto, morfologicamente dubbio, inquietante. 

Ma lei sente che potrebbe trattarsi di ali, quando la schiena comincia a bruciare.
Le sente annunciarsi con un prurito violento, come se tentassero di sbucare dalle ossa facendosi spazio tra la massa muscolare. Ne avverte il frullo la sera, prima di addormentarsi, come un arpeggio lieve tra le scapole. E ne ha quasi la prova, quando si guarda allo specchio il mattino e porta le dita della mano su due piccolissimi avvallamenti seguiti da due bozzi.
Nel suo corpo qualcosa sta cambiando. Allora accartoccia le spalle, ruota la testa da destra a sinistra, si stende sul pavimento di ceramica gialla a pancia sotto e respira, la faccia nel gomito, come stesse prendendo il sole. 

"Il realismo romantico della scrittrice arriva infatti a mostrare con nitidezza la spietatezza dell’esistenza sia quando essa si svolge attorno ai divertissements necessari ai personaggi per dimenticare quanta vita stiano sprecando, sia quando, al contrario, le protagoniste sono poste di fronte alla necessità di sopravvivere e convivere con un dolore insuperabile,
quello della morte."
Laura Marzi, Il Maifesto

 

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TITOLO: Fuori Misura

AUTORE: Emilia Bersabea Cirillo

EDITORE: Diabasis   PAGINE: 176   PREZZO: 12,91

La raccolta, composta da otto racconti, affronta il tema del corpo e delle sue metafore, indagato secondo due differenti linee di sviluppo. Una ricerca improntata ai toni del grottesco, “tutta carnale”, apre spiragli di fisica e divertita ironia e fa da contrappeso a una esplorazione più sinuosa e allusiva, che sfocia in lacerazioni interiori e in un vissuto denso di dolori e sofferenze impronunciate. In un’epoca in cui il corpo e l’apparire sono più importanti dell’essere, questo libro, ironico e divertito, tenta di sdrammatizzare problemi che sono all’ordine del giorno nel nostro vivere. Leggerezza e pesantezza, ironia e angoscia, in una scrittura davvero misurata e sapiente, si alternano come una musica nella dissonanza dei corpi.

"La Cirillo appare una scrittrice da tenere d'occhio. Proprio attraverso il grottesco riesce a forare la superficie visibili e a condurre una esplorazione allusiva che apre spiragli sul senso del vivere e delle emozioni ad esso legate. E in questa sembra allieva di una grande scrittrice quale è Flannery O'Connor. Creando un'atmosfera grottesca, il mondo non viene più visto in modo convenzionale e si è obbligati, se così possiamo dire, ad andare oltre. La scrittura della Cirillo è dunque l'esatto contrario del «buon senso». La sua, insomma, è una sorta di grande rivincita su esistenze che sanno mantenersi in «linea», anoressiche o comunque misurate: «Io sono uscita fuori misura». Qui i vestiti vanno sempre stretti («Tutto gli andava maledettamente stretto») e allora anche una nana può diventare maîtresse con un'ironia leggera e gustosa."
Antonio Spadaro, Stilos